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Made in Italy e auto-sostenibilità

L’ Italia guarda alla ripresa ma è necessario avere le idee chiare e cominciare subito …

In Italia c’è una nazionalità da difendere perché sinonimo di qualità ed eccellenza e sicuramente la possibile partenza per una ripresa economica. Basti pensare a importanti marchi della moda come Gucci, Armani o Ferragamo.

La trasmissione e la valorizzazione del Made in Italy, infatti, può e deve essere incentivata, collocandola in un ottica più vasta di auto-sostenibilità produttiva e ambientale, affiancata alle nuove realtà che cercano di portare il made in Italy a livello mondiale. A tal scopo è indispensabile attuare subito sul territorio una politica di auto-sostenibilità che dia spazio alla nuova imprenditorialità.

La strategia che oggi sembra vincente, è valorizzare la produttività locale e investire appunto sul territorio e le sue ricchezze, riconoscendole come risorse e patrimonio di competenze specifiche.

Reinvestire sulle realtà locali (Ri-Local) è uno dei capisaldi del “design sistemico“, applicati in molte realtà italiane. L’obiettivo è incrementare i ricavi grazie a uso intelligente del territorio, delle competenze e delle materie di scarto. In pratica bisogna sfruttare le risorse senza produrre sprechi, attraverso il riutilizzo degli scarti, e l’utilizzo di materiali e prodotti del territorio limitrofo: ciò produrrà vantaggi in termini di valorizzazione dell’economia locale e sostenibilità ambientale. Il guadagno sta anche nell’approvvigionamento delle materie prime e nella logistica dei prodotti con una riduzione drastica dei costi.

Esistono già, in Italia, delle realtà commerciali che operano come sistemi aperti, grazie all’applicazione del design sistematico, un esempio italiano di questo tipo è a Torino: il progetto Km verde prevede il riciclo del 70% degli scarti industriali e civili non dannosi (carta, legno, plastica, pneumatici fuori uso, ecc.), in una struttura ecocompatibile, in cui saranno impiegate solo energie rinnovabili.

Anche le grandi realtà industriali sono interessate: la Lavazza, ad esempio, ha aderito al progetto “Buone Previsioni dai Fondi di Caffè” in collaborazione con Politecnico di Torino Uniti per utilizzare i fondi di caffè per l’estrazione di lipidi e cere destinati alla filiera farmaceutica, e per ottenere una pasta compatta impiegata nella formazione di un substrato per la coltivazione di funghi, a sua volta riutilizzato per la produzione di vermicompost che rende il flusso dei rifiuti a impatto zero.

Il progetto per la piccola e media impresa Agrindustria Snc è un esempio di valorizzazione del territorio: il contesto produttivo, distributivo e di consumo è stato popolato da attori locali. Agroindustria vanta autonomia energetica perché riutilizza le risorse rinnovabili al suo interno e, in un bacino territoriale di 40 km, mediante attività green di raccolta e ripulitura del sottobosco da parte delle comunità montane e recupero di scarti produttivi della produzione di pallet e cassette. Le zone limitrofe ripulite sono divenute ulteriore input per il turismo a beneficio delle attività commerciali limitrofe. L’approccio sistemico garantisce dunque introiti all’azienda in relazione al sistema in cui è inserita.

Un altro esempio: a Rivoli (TO), un’azienda che produce guanti da lavoro in lattice ha beneficiato dell’eco-design salvando la propria attività commerciale dal baratro della crisi economica: riprogettando il sistema produttivo con il ricondizionamento dei prodotti – mediante processi di lavaggio con detersivi eco-ambientali – è stato possibile riutilizzare i guanti fino a 6 volte abbassando del 28% il costo di produzione, aumentando posti di lavoro e utili aziendali.

Un esempio all’estero è il progetto Tribewanted, una comunità cross-culturale che ha realizzato già due ecovillaggi (Sierra Leone e isole Figji) avviandosi a realizzare il terzo in Italia a Monestevole (Perugia).In questo modo la realtà costruita diventa autonoma energeticamente e produttivamente e diventerebbe possibile vivere e produrre in modo sostenibile.

Queste nuove realtà di auto-sostenibilità, con l’aiuto dei nuovi canali creati per valorizzare e diffondere il made in Italy nel mondo, potrebbero essere realmente una risposta alla crisi e forse l’avvio di una rinascità economico-culturale italiana.

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2 Risposta a Made in Italy e auto-sostenibilità

  1. Katia 7 dicembre 2012 at 01:48 #

    Пишу тут раз обратной связи не нашла. У меня иногда пишет ошибку вот тут itruservice.com Ошибка 403 abДоступ запрещенbbЧто мне делать ? я иногда статьи у вас беру для своей газеты.

    • Madeinitalyfor.me 7 dicembre 2012 at 18:42 #

      Я не понимаю. в чем проблема? .. Интернет есть проблемы в Италии повторите попытку