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DELVE, eleganza femminile

Questa settimana abbiamo intervistato per voi Evangeline De Sosa (DELVE), giovane artigiana di Roma con già una grande vittoria alle spalle. Evangeline ha vinto la scorsa edizione del prestigioso concorso MArteLive, sezione Artigianato, ed è entrata a far parte della nostra grande famiglia.

Questa eclettica artigiana ha aperto la sua attività solo pochi anni fa, nel 2016! Dopo si è gettata anima e corpo nella sua attività ed ha già esposto in svariate gallerie, riscuotendo fin da subito un grande successo.

Ha debuttato lo scorso dicembre con la sua prima mostra individuale, dedicata alla collezione Human Anatomy; una collezione che, come si intuisce dal nome, è composta da gioielli la cui forma è ispirata all’anatomia del corpo umano. Inoltre potete aver visto le sue opere esposte durante: SAVE biennale (2018), Arte in Regola (2017) e 99 ARTS (2016).

Ma lasciamo che questa grande artigiana si racconti con le sue stesse parole.

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Come e quando è nata la tua passione per l’artigianato artistico?

Il tutto è nato per fare un’attività creativa, col passare del tempo e grazie anche alla bravura della mia insegnate che mi ha trasmesso la passione per la cera persa.

Puoi parlarci un po’ di lei?

La mia insegnate di cera persa è un’artista a 360°: è pittrice, scultrice e orafa. Si chiama Carla Campea e probabilmente avrete sentito parlare di lei perché donò un anello a sigillo a Benedetto XVI in persona. Lo fece proprio con l’antica tecnica della “cera persa”.

Cosa puoi dirci della tecnica a cera persa?

La fusione a cera persa (o “cire per due”) è una tecnica scultorea molto antica che fu diffusamente utilizzata da Babilonesi, Etruschi e tantissimo nel periodo greco-romano. Questo processo è ancora usato nella creazione dei gioielli, artigianali e non, proprio perché la cera conferisce la possibilità di creare un modello curato fin nei minimi dettagli.

Si inizia facendo un facsimile in cera che serve a realizzare lo stampo in gesso. Si chiama a cera persa proprio perché lo stampo viene scaldato e la cera fluisce via dai canali appositi, per poi essere sostituita dal metallo fuso. Sono tutti pezzi unici perché per recuperare il pezzo lo stampo deve essere rotto.

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Cosa ti ha spinto a creare DELVE? E come sono stati questi primi anni?

La “nascita” di DELVE non è stata come tutti gli altri brand,  non è stato creato con uno studio preciso a priori. Diciamo che si è trattato più di “necessita”, la necessità di dare un nome alle mie collezioni dopo aver partecipato alla mostra di fine corso per la creazioni di cera persa.

Non mi rendo conto del passare del tempo e di ciò che è successo in questi anni finché non mi vengono poste domande come quella per questo articolo. È stata un’emozione continua, trattandosi di un mondo completamente nuovo per me soprattutto perché mi sono laureata in qualcosa di molto lontano dal mondo della creazione artistica.

In cosa ti sei laureata?

Mi sono laureata in scienze infermieristiche, un ambiente completamente diverso e lontano dal mondo dell’artigianato artistico.

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Come è stata la tua esperienza a MArteLive?

L’esperienza con MArteLive è stata molto interessante: ho conosciuto altri artisti, alcuni dei quali sono rimasta in contatto. È stato molto interessante esporre in diversi spazi espositivi della città, dandomi la possibilità di comprendere meglio se le mie creazioni potevano piacere o meno a un range più vario di persone… inoltre mi ha dato una visibilità maggiore.

Hai incontrato molte difficoltà durante il tuo percorso? Potendo cambieresti qualcosa?

No, la sto vivendo come una nuova avventura ricca di cose da imparare e su cui riflettere. No, non cambierei assolutamente niente di ciò che ho fatto finora proprio per questo, dagli errori si impara.

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