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Asti e Monferrato – Un weekend di esperienze artigianali

Articolo di Marianna Mollica - BrandEssere: blogazine di promozione Made in Italy e lifestyle italiano.

Cosa fare nel weekend quando si decide di passarlo fuori città?

Quali esperienze vivere per staccare dalla routine quotidiana?

Questi sono alcuni dei più comuni dilemmi che periodicamente ognuno di noi si trova a provare di risolvere.

Tra le tante idee per un weekend di relax, la nostra proposta è quella di portarvi alla scoperta dell’esperienza artigiana, nei territori che hanno fatto da culla e da stimolo per lo sviluppo dell’artigianato in Italia. Ogni utensile, accessorio, scultura, infatti, è il frutto del saper fare dell’artigiano che, grazie alla tecnica acquisita con gli anni e alle esperienze vissute nel suo territorio, rende unico ogni suo prodotto.

Il nostro viaggio tra le esperienze artigiane, inizia tra Asti e Monferrato: terre ricche di storia e insediamenti romani, caratterizzate da una raffinata arte-artigiana, dalla predominante natura, un alta cultura media e sicuramente del buon vino.

Asti

Cose da sapere prima di partire per un weekend ad Asti e Monferrato

Asti è una provincia nel cuore del Piemonte caratterizzata da un territorio collinare che confina a sud con la Liguria e si estende nel Monferrato. È stata fondata su un’altura, la cosiddetta “Ast” che vuol dire appunto “terra rialzata”. Fu edificata dai Romani (con il nome di Hasta Pompeia), sebbene la prima vera fondazione sia da ricondursi a popolazioni liguri che, in precedenza, avevano impiantato un villaggio proprio nella zona corrispondente all’attuale città. Alcune sezioni delle antiche mura sono ancora presenti nella parte settentrionale della città mentre un’altra sezione delle mura romane rimane nascosta sotto il centro della città stessa.

Il Monferrato invece è un territorio collinare dove la produzione di vino è la prima attività economica del paese.

Per chi vivrà l’esperienza di un weekend Asti e Monferrato si aggirerà tra botteghe, torri e palazzi, immersi in un contesto urbano medioevale da favola.

Monferratomedievale
Asti e Monferrato, terra di vino

Protagonista dei paesaggi astigiani sono le di distese di vigneti che la rendono famosa nel mondo, in particolare la “strada del vino Monferrato” che collega colline, vigneti, borghi e cascine. A settembre si tiene il Douja D’Or, concorso Enologico Nazionale per vini a DOC e a DOCG tra i più importanti d’Italia. I vini premiati, che raggiungono il punteggio almeno di 87 su 100 in fase di degustazione possono ottenere il bollino “Premio Douja d’Or”.

Monferrato verde

Paesaggi vitivinicoli, Langhe-Roero e Monferrato patrimonio dell’umanità Unesco.

“I filari dei vitigni storicamente coltivati nel territorio, le tipologie di coltura, il ricco sistema dei luoghi produttivi e degli insediamenti tradizionali evidenziano un paesaggio “vivente”, in cui ogni sua evoluzione avviene nel costante rispetto ed equilibrio di tradizione e innovazione.” Questa è la motivazione che ha accompagnato, nel 2014, l’assegnazione del riconoscimento Unesco. È il primo paesaggio culturale vitivinicolo italiano ad averlo.

L’area comprende le provincie di Cuneo, Asti e Alessandria e 29 comuni. Un territorio che si estende per 10.789 ettari composto da sei aree chiamate “componenti”: la Langa del Barolo, il Castello di Grinzane Cavour, le colline del Barbaresco, Nizza Monferrato e il Barbera, Canelli e l’Asti Spumante e  il Monferrato degli Infernot. Un paesaggio che, grazie al miglioramento del ciclo produttivo, ha portato alla produzione di vini di eccellenza internazionale come il Barolo, il Barbaresco, l’Asti Spumante e il Barbera d’Asti.

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Il Palio di Asti

“… andate e che San Secondo vi assista” sono le storiche parole pronunciate dal Sindaco che, in questo modo, dà licenza di correre il Palio. Ogni anno, la terza domenica di settembre, i festeggiamenti del santo patrono San Secondo culminano con una corsa di cavalli montata senza sella.

 Ventuno sono i contendenti, divisi a sorteggio su tre batterie da sette partecipanti ciascuno. La partenza avviene “al canapo”,  una grossa corda che attraversa la pista. Quando il Mossiere (il responsabile della validità della partenza e della finale della corsa) riterrà regolamentare l’allineamento di tutti i partecipanti farà cadere il canapo e inizierà la gara: tre giri per 450 metri. Solo i tre vincitori, di questa prima corsa, accederanno alla corsa finale per l’assegnazione del Palio – grande drappo di velluto con le insegne di Asti e la raffigurazione del patrono San Secondo. Per il vincitore la gioia è incontenibile coinvolgendo anche gli spettatori di questa storica corsa, che già dal 1275 onora San Secondo.

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Asti è la patria di Vittorio Alfieri

«Nella città di Asti, in Piemonte, il dì 17 gennaio dell’anno 1749, io nacqui di nobili, agiati ed onesti parenti» è così che Vittorio Alfieri si presenta in una sua autobiografia. Il drammaturgo astigiano era di animo irrequieto, soprattutto da giovane, e per questo viaggiò per molto tempo in Italia e in Europa. In questi anni fece diverse esperienze amorose che rendevano la sua irrequietezza ancora più forte perché si sentiva schiavo di questo sentimento. E pensate che, proprio questa irrequietezza amorosa lo ispirò alla scrittura della tragedia in 5 atti di Antonio e Cleopatra: trovò una similitudine tra la sottomissione esercitata dalla marchesa Gabriella Falletti Turinetti (sua compagna) su di lui e quella tra Cleopatra su Antonio. L’amore con la marchesa Gabriella terminò, ma Vittorio Alfieri scoprì, finalmente, la sua vocazione: l’arte della poesia.

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L’arazzeria Scassa di Asti è l’unica a produrre arazzi basandosi sui “cartoni”

L’arazzo è un’arte tessile che unisce l’artigianato all’esperienza artistica. Gli arazzi venivano appesi alle pareti in pietra dei castelli, in grandi sale difficilmente riscaldabili. Per realizzare un arazzo si parte dal cartone, che è un modello in misura reale realizzato da un artista o pittore. Nell’arazzeria Scassa sono stati realizzati arazzi da opere dei più importanti pittori del ’900 come De Chirico, Klee, Mirò, Ernst, Capogrossi, Guttuso, Mastroianni, Spazzapan. Il padre fondatore di questa arazzeria è Ugo Scassa, scomparso da pochi mesi, ed è stato uno dei più grandi arazzieri in italiani.

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Laboratorio Nicola Restauri: 70 anni al servizio dell’arte

Precisamente lo storico laboratorio di Nicola Restauri è stato fondato nel 1947. Da allora, hanno restaurato castelli, palazzi, chiese, teatri, giardini e opere d’arte come “Il ritrovamento del corpo di San Marco”,” L’Assunzione della vergine di Alvise Vivarini “e il restauro del “trittico di Bartolomeo Bermejo”. Ogni restauro è un lavoro di equipe di analisi e progettazione. Un lavoro di passione che vale la pena conoscere.

Nicola Restauri
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Articolo di Marianna Mollica – BrandEssere: blogazine di promozione di brand italiani, Made in Italy e lifestyle italiano.

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