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Una storia secolare tra uova e arte

Da sempre simbolo della nascita e oggetto beneaugurante, oggi, invece, emblema del periodo pasquale.

L’uovo è un alimento comune nelle nostre case che proprio in questo periodo viene associato alla festività della Pasqua. Il perché è semplice: da sempre rappresenta la nascita. Un oggetto apparentemente inanimato, un guscio dalla superficie curva e liscia, a protezione di una futura vita.

Uovo-cosmico

Oltre a ciò, esso si trascina dietro un passato ricco di storia. In tutte le culture, antiche o meno, lo hanno usato e rappresentato come simbolo in diversi contesti e rappresentazioni. L’uovo, con la sua forma perfetta senza un principio e una fine, nel simbolismo pagano veniva associato alla fecondità, alla vita eterna e al Femminile, perché è la donna che produce l’ovulo che darà origine a una vita. Da qui nacque il culto della GRANDE MADRE. Nel mito Cosmogonico venica associato alla creazione dell’universo (Uovo Cosmico).

Mito della Dea Eurinome

Si dice che la Dea, in principio emerse nuda dal Caos primordiale. Non trovando dove poggiare i piedi, divise il cielo dal mare e cominciò a danzare sulle sue onde, spostandosi in questa sua danza in direzione sud. Avvertendo, alle proprie spalle, il vento del nord che soffiava, le parve una cosa nuova e meravigliosa, e decise così di dare atto alla creazione. Ella afferrò il vento del nord, e lo sfregò tra le sue mani finché esso non prese la forma di unserpente, Ofione. Continuando a danzare in modo sempre più selvaggio e sensuale, finì per attrarre il desiderio del serpente, che infine l’avvolse nelle sue spire e si unì a lei. La Dea, trasformatasi in colomba, volò sul pelo dell’acqua e depose su di esse un uovo, comandando al serpente di avvolgerlo per sette volte.

Dea Eurinome

Fatto ciò, l’uovo cosmico alla fine si dischiuse, lasciando uscire tutte le cose del creato. In seguito a quest’atto il serpente inorgoglito cominciò a ritenersi egli stesso creatore, piuttosto che strumento della creazione, e la Dea irata per tanta superbia lo relegò al buio delle caverne.

Fonte: Angolo Hermes

Questa ideologia dell’uovo alla base della creazione della vita è parte fondamentale di moltissime altre dottrine nel mondo: gli induisti lo identificano in Brahma, la religione Taoista con il mito di Pangu, i Celti con Glain.

Anche per gli alchemici, l’uovo fa parte del loro simbolismo. Con “Uovo Filosofale” intendono l’oggetto dove è contenuta la Materia Prima. Quando finalmente l’uovo si dischiude, le due metà del guscio rappresentano rispettivamente quella superiore il cielo, mentre quella inferiore la terra.

Uovo filosofale

Nella simbologia cristiana, invece, l’uovo è stato messo in realzione alla sua connessione con l’idea della nascita a una nuova vita, ovvero alla Resurrezione. Da questo concetto è nata la tradizione di regalare uova nel periodo pasquale. In realtà, però, l’usanza è molto più antica e risale a prima del Cristianesimo: era diffusa presso i Persiani, ma anche dai Cinesi, Egizi e Greci. I Romani, invece, le dipingevano di rosso e le seppellivano nei campi per propiziarsi fertilità. Nel Medioevo si diffuse, infine, l’abitudine di colorare o decorare le uova: è noto, a esempio, che il re Edoardo I d’Inghilterra commissionò 450 uova rivestite d’oro e decorate da donare in occasione della Pasqua.

La decorazione delle uova è un’arte artigianale abbastanza diffusa a causa della forma liscia e attraente del guscio dell’uovo. È possibile usare le uova di ogni tipo di uccello, ma spesso sarà preferito quello con il guscio più grande e più forte. Le uova d’oca, d’anatra e di gallina sono quelle più “svuotate” (si pratica un foro da ambo le estremità dell’uovo e lo si svuota del suo contenuto. L’uovo poi è o scolpito, colorato, dipinto o altrimenti decorato). La decorazione delle uova è particolarmente popolare nei paesi dell’Europa orientale.

Il rinomato artista e gioielliere russo Peter Carl Fabergè è famoso per aver creato delle uova squisitamente decorate con metalli e pietre preziose per gli zar di Russia. Le uova Fabergè sembravano semplici uova decorate, ma erano fatte d’oro e di gemme preziose.

Uovo-Faberge

Molti artisti moderni decorano le loro uova incollandoci materiale o scolpendole, mentre altri li verniciano o li ricoprono con materiali diversi, dalla carta al tessuto di polimero. L’utilizzo di uova come una tela è diventato così popolare che si sono sviluppati termini speciali per questa forma d’arte. Un “eggery” è in genere un luogo dove è possibile acquistare forniture per l’arte della decorazione delle uova e il processo di utilizzo di un guscio d’uovo naturale per creare un’opera d’arte è spesso chiamato “egging”.

Gli artisti delle decorazioni di uova hanno anche una loro gilda, The Guild International Egg Art, che promuove questo tipo di artigianato. Negli Stati Uniti ci sono molti eventi in cui si possono trovare questo tipo di artisti. Ad esempio ogni anno alla Casa Bianca si tiene una mostra di queste opere nel giorno di Pasqua.

Egg Art

In Italia, un’artista che decora uova è Orsola Poggi. I motivi che prendono vita fra le sue mani sono frutto della sua creatività ma non solo: lei viene guidata da qualche cliente che le chiede di disegnare i momenti più belli della sua vita, i ricordi più importanti, le sue passioni, il volto di una persona amata.
Eccco che allora, nel suo laboratorio di Milano, nascono i “Piccoli Mondi Rotondi”.

Con questa idea e grazie al progetto “Vitalità artigiana” di Donna Impresa di Confartigianato, Orsola, verrà presentata anche al Padiglione Italia dell’Expo di Milano fra i vincitori del progetto “Women for Expo”. “La designer veneta Barbara Pastor e io abbiamo creato “Eggplanters “, un vaso per le piante fatto dal guscio di un uovo che, adagiato nel terreno, si frantuma concimando la terra e alimentando il ciclo della vita. All’Expo lo presentiamo con il basamento in plexiglass ideato da Barbara, per mostrare a tutti il processo meraviglioso della natura che si rigenera”.

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