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Made in Italy, start-up e voglia di rischiare

E’ sotto gli occhi di tutti, quest’anno vi è stato un aumento esponenziale dell’attenzione mediatica verso il mondo delle start up in Italia. In realtà molti giovani italiani, sono in fermento già da qualche anno, grazie all’ingegno che ci contraddistingue e ai tanti bandi, finanziamenti italiani ed europei e ad associazioni che li supportano. Una di queste è Rena, associazione indipendente e plurale, che porta avanti un progetto: “a caccia di pioneri” prefissandosi l’obbiettivo di scovare i “pioneri” d’Italia, cioè le organizzazioni che stanno lavorando sul territorio nazionale, portando innovazione e cambiamento attraverso metodi nuovi di fare le cose.

Alcune Start-Up italiane – guida ai contenuti web e assistenza informatica

MyChicJungle aiuta a selezionare i prodotti e i contenuti sul web, dai prodotti eco-bio-green fino a quelli più fashion, con aquisto online. Il team dei soci è guidato da Jacopo Moschini e Fabiano Buongiovanni.

Tie Team è un gruppo di esperti di tecnologia specializzati nell’assistenza informatica a persone ed aziende. Tra i servizi: rimozione di virus e spyware, risoluzione di problemi software, installazione di periferiche, riparazione account di posta elettronica, backup dati. Fondatore: Fabio Magli.

Purtroppo, molti aiuti messi a disposizione dei giovani, attraverso società private come ad esempio Invitalia che agisce su mandato del Governo per accrescere la competitività del Paese e tante altre brillanti iniziative, hanno spesso creato tante illusioni e speranze, spesso soffocate in una mal gestione e nei soliti “pasticci” italiani e creando difficoltà maggiori e costi aggiuntivi a chi già chiedeva un aiuto. Fortunatamente però, dove questi strumenti hanno funzionato, hanno permesso il nascere di nuove aziende. Ve ne elenchiamo alcune nell’articolo,  di queste molte sono  già forti sul mercato e hanno già creato nuovi posti di lavoro !

Start-Up italiane – Artigianato e arredocasa

Per gli artigiani italiani, Armando Salerno-Mele ha progettato con MediaBrand Il primo Social/e-commerce di artigianato italiano, per promuoverli in tutto il mondo: Made in Italy for me. Un portale internet per vendere e comprare artigianato italiano tipico e moderno, funziona come inglobatore, promotore e negozio on-line per gli artigiani italiani, potenziando la loro visibilità sia dal punto di vista pubblicitario che commerciale a livello mondiale.

Altro portale dedicato agli artigiani è Reputeka. Qui il tema centrale è la reputazione delle aziende, messo in rete per rilanciarle fuori dai limiti territoriali. Si possono cercare, trovare e comprare tra i più bei prodotti dell’artigianato artistico italiano. Una piazza virtuale, un mercato della qualità artigiana trasportato sul Web. Gestito da una società srl nata nel 2010 grazie ai finanziamenti messi a disposizione da Trentino sviluppo.

Sempre rimanendo in tema nell’arredo casa nasce  CLIPIT. E’ il primo social network italiano dedicato esclusivamente all’arredamento e al design. Un luogo in cui progettare e arredare la propria casa, trovando le soluzioni e i servizi migliori dalla A alla Z. Nati per promuovere l’intera filiera dell’arredamento made in Italy, stimolano l’incontro diretto tra progettisti, artigiani, piccoli produttori di mobili e complementi d’arredo e i consumatori finali.

Aprire un attività in Italia nel 2012, purtroppo, ha ancora dei costi troppo alti e una burocrazia troppo complessa che rende ogni cosa più difficile e alla portata limitata dei pochi che hanno ingenti somme da investire. E’  per questo motivo che queste forme di aiuti che spesso forniscono consulenze economiche e legali, sono oggi indispensabili e forse l’unica possibilità che i giovani, senza grandi capitali, hanno per realizzare i propri sogni e progetti.

Start-Up italiane – web working e riparazioni auto/moto

Di strumenti per il web-working e per l’e-commerce si occupa invece Droplet, fondata daWolfgang Cecchin.

Fondato da due donne (Elena e Graziella) è Pit Stop Advisorsito-motore di ricerca dedicato a chi deve riparare o fare manutenzione alla propria automobile/motocicletta. E’ da leggere la storia della nascita del portale.

Fortunatamente oggi, anche grazie al momento di crisi del Paese, si inizia a capire la necessità di arginare la fuga dei nostri talenti all’estero e sfruttare le potenzialità che abbiamo. Anche il Governo Italiano sembra essersene reso conto e ripone forti speranze di una ripresa economica anche tramite l’aiuto alle start-up con il nuovo decreto sviluppo. Anche se ancora non c’è una mentalità diffusa di auto-imprenditorialità e l’ambiente economico non è culturalalmente e socialmente pronto alle aziende digitali le cose si muovono molto rapidamente e il momento sembra dei più fertili.

Start-Up italiane – progettare app e Energia  dal Traffico

Uno strumento per progettare, in modo semplice, apps utili a risolvere problemi quotidiani è Atooma, a cura di Gioia Pistola.

E uno dei maggiori problemi nelle città è il traffico. Underground Power si occupa di come ricavare energia dal traffico, utilizzando l’energia cinetica dei veicoli in movimento. Il progetto è a cura di Andrea Pirisi.

E’ grazie all’impegno di questi giovani esploratori che si può portare l’Italia a una mentalità globale che unisce le qualità tipicamente italiane all’utilizzo delle tecnologie digitali.

A questo proposito martedì 27 Novembre si è tenuta  l’Assemblea Pubblica dei Giovani Imprenditori intitolata Startup in campo – come creare l’habitat ideale per la nuova imprenditorialità nella sede della Facoltà di Ingegneria di Roma Tre.

Alessio Rossi, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di UNINDUSTRIA – Unione degli Industriali e delle imprese di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo è molto chiaro: “StartUp sono tutte le neonate aziende innovative, non solo quelle digitali“.

Start-Up italiane – Sport e magazine

Energia che si esprime, per esempio, anche durante un atto sportivo. Spoome è una start up interamente dedicata al mondo dello sport. Il fondatore è Massimo Bilancia.

Chi è interessato a capire il modo in cui apprenderanno le future generazioni, può vedere Timbuktu: il magazine per iPad progettato per i bambini. Idea italiana (fondatrice: Elena Favilli), in corso di sviluppo a San Francisco (California – Usa).

Del resto, anche il Presidente di UNINDUSTRIA Maurizio Stirpe fu a suo modo uno startupper, e direttamente dalle sue parole: L’impresa è soggetta a interventi di startup continui durante la sua vita

Spronante l’intervento di Alessandro Fusacchia rivolti agli studenti e al loro rapporto con le startup, in grado di rappresentare una vision giusta sull’evento e uno stimolo per tutti i ragazzi a continuare a investire su se stessi:

– Se un domani vorrete avere successo, dovete rischiare;

– Non pensiate che la formazione non conti: il mito dei tre ragazzi che scendono in un garage e creano una multinazionale dal niente va in qualche modo sfatato;

– Non abbiate paura di fallire: il fallimento fa parte delle regole del gioco.

Altre Start-Up Italiane

Globale è anche The Blog TV, social media company nata in Italia e specializzata in contenuti prodotti tramite crowdsourcing, soprattutto nelle aree degli audiovisivi e delle communities tematiche. Fondatore: Bruno Pellegrini.

Focalizzata nel marketing sui media digitali è 77 Agency, nata a Londra nel 2003 ad opera di Marco Corsaro ed altre menti italiane e con sedi anche in Italia.

Rimanendo in tema di comunicazione interattiva, e virando verso lo user interface design e il graphic design, c’è anche lo studio Combustion Interactive, bilocato tra Italia e Gran Bretagna, grazie ai due soci fondatori: Alessandro Ghigo e Glen Keller.

In tema di digitale, la musica è stata uno dei primi settori culturali e produttivi a sperimentare gli effetti della rivoluzione tecnologica. E Move Your Music è un progetto, a cura di Massimiliano Lancia, che mira ad innovare nella distribuzione e nell’acquisto dei contenuti musicali digitali.

Centrato sullo shopping online, con particolare riferimento alla moda, al design e alle idee per l’arredamento della casa, è Style UP!, a cura di Matteo Margini.

Lovli è invece il talent store ideato da Tiziano Pazzini e Alberto Galimberti, cresciuti a pasta e design. Si tratta di un luogo online in cui vedere, ed anche acquistare, oggetti di design (soprattutto per la casa).

Dal design, passiamo ora alla pasta e in generale alla gastronomia, con AppEatIt: social food marketplace, ideato da Marco Clemenza con l’idea di mangiare fuori casa evitando l’attesa per un tavolo, grazie ad un sistema di pre-ordine del menu.

Più orientato ai servizi di marketing digitale per le aziende del settore food&wine è Food Confidential, fondato da Nerina Di Nunzio, con attenzione anche al mondo degli eventi gastronomici.

Per una triangolazione fra eventi, cuochi e clienti/degustatori, si può provare Gnammo, ideato da Gian Luca Ranno, con la struttura di una community per gli appassionati di cibo.

Cucine d’Italia è il progetto ideato dalla Event Italian

Style dell’imprenditrice Silvia Famà, con l’obiettivo di incrociare differenti settori del Made in Italy.

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Una Risposta a Made in Italy, start-up e voglia di rischiare

  1. Jalene 6 dicembre 2012 at 21:51 #

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