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Imprese artigianali, fatturati in calo.

Camera di Commercio al lavoro per il censimento dell’industria aretina

Cala del 5,7 per cento il fatturato delle aziende artigianali di Arezzo. E’ questo uno dei dati che emerge dall’analisi dei primi sei mesi 2012 effettuata dalla Camera di commercio che, proprio in questo periodo, è impegnata nel nono censimento dell’industria aretina. Una rivelazione che prende in considerazione ben 1926 imprese e 3377 istituzioni no profit. In aggiunta al censimento, l’Ufficio Studi e Statistica dell’Ente camerale sta portando avanti l’ordinaria attività di monitoraggio del quadro economico locale.


“Si tratta di un report che permette all’Ente di monitorare gli effetti dell’evoluzione economica sui modelli e sui livelli di sviluppo del territorio – spiega il Presidente della Camera di Commercio di Arezzo Giovanni Tricca – Il quadro economico locale che è fotografato dal nostro rapporto non può non essere influenzato dalle vicende internazionali e dalla situazione economica italiana. Il nostro sistema imprenditoriale, sopratutto quello composto dalle PMI è ancora in sofferenza anche se non mancano importanti segnali positivi ad iniziare dall’export”.

“Per quanto riguarda l’economia aretina – afferma Salvini – la nati-mortalità delle imprese nel primo semestre del 2012 mostra che nel periodo c’è stato un saldo negativo di 23 imprese, a fronte di 1.477 iscrizioni e 1.500 cancellazioni non d’ufficio. Nello stesso periodo del 2011 il bilancio era stato al contrario ampiamente positivo (+214 imprese): è sicuramente un segno tangibile delle difficoltà con cui le aziende aretine hanno dovuto confrontarsi da alcuni anni e che sta cominciando ad indebolire l’elevata propensione imprenditoriale del territorio aretino. Dopo un lungo periodo di espansione trainato dalla componente straniera, il numero di soggetti titolari di carica al Registro delle Imprese ha iniziato a contrarsi: la crescita dei soggetti comunitari ed extra comunitari (che comunque continua) non riesce più a bilanciare le flessioni di quelli di nazionalità italiana. L’export, grazie sopratutto alle performance del settore metalli preziosi, presenta valori positivi mentre per quanto concerne la congiuntura del settore manifatturiero, in attesa dei dati dell’osservatorio congiunto con Confindustria per il secondo trimestre, nei primi mesi del 2012 la produzione ha fatto registrare un saldo negativo del -3,9%”.

Particolare interesse ha suscitato anche il comportamento delle famiglie aretine che, nel recente periodo, hanno adottato una propensione al risparmio e alla prudenza.
“Nella relazione economica provinciale sul primo semestre 2012 – commenta il Prof. Luigi Biggeri – sono presenti molti spunti interessanti. Con il perdurare della crisi le famiglie paiono avere ridimensionato il proprio reddito permanente. Sta quindi aumentando il tasso di risparmio ma i consumi cadono. Si tratta di un comportamento razionale del consumatore italiano che ha purtroppo ripercussioni oltremodo negative sui fatturati delle imprese. Inoltre, si assiste ad una riduzione importante nel fatturato (-5,7%). Tuttavia tale calo, è meno marcato rispetto al dato medio regionale (-6,5%) e rispetto a quello di altre province toscane (Grosseto -12,3% , Lucca -9,8%, ecc). Quindi le imprese artigiane del manifatturiero aretino, che rappresentano l’ossatura del nostro sistema economico, pur in difficoltà, dimostrano ancora di possedere una forte vitalità.”

Infine, per quanto riguarda il censimento fino al 20 ottobre le imprese che hanno ricevuto il questionario e tutte le istituzioni no profit potranno restituire direttamente i questionari presso gli uffici postali. Successivamente a questa data sarà possibile, fino al 20 dicembre, la restituzione solo presso gli UPC o per via telematica.

fonte: www.arezzonotizie.it

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