Grimaldi Forum

Principato di Monaco, un evento importante per il Made in Italy

Il Forum Internazionale del Made in Italy è stato un evento realmente importante, per i temi e le persone che ha saputo coinvolgere; un momento di confronto e dibattito tra tutte le più alte rappresentanze del Made in Italy, la politica e l’alta imprenditoria a confronto con giornalisti ed un pubblico selezionato di piccole aziende manifatturiere e startUp come la nostra.

made in italy forum L’evento, gestito in modo sublime per l’ospitalità e l’organizzazione dall’Ambasciatore italiano nel Principato di Monaco, Antonio Morabito e dallo staff del Forum Internazionale, ha realmente rappresentato un momento di incontro e interazione che da tempo mancava, per rianimare il cuore della nostra economia. Si è fatto il punto della situazione in Italia per quanto riguarda una visione, da tutti condivisa, di possibile rinascita a fronte di potenzialità che esistono e di una politica che sappia portare un aiuto concreto alla nostra economia, nell’export quanto nel mercato interno. Per far questo, c’è la necessita di lavorare in modo coordinato con l’apporto del turismo e di tutte le agenzie governative e non che si adoperano in questo campo. Erano presenti rappresentanti della moda, delle Università italiane, Federturismo, catene di Alberghi (Baglioni Hotel) e Agenzie governative come l’ICE (Italian Trade Agency).

Per noi di Madeinitalyfor.me, oltre all’occasione di visitare il Principato di Monaco, sconvolgente per la bellezza dei suoi palazzi e per il lusso dilagante,

la grandissima occasione di discutere con molti degli ospiti presenti, farci conoscere e persino sollevare delle piccole problematiche, per noi molto importanti. Una di queste è la differenza sui costi dei trasporti in Italia rispetto ad altri stati, posta al Vice Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, il quale ne ha riconosciuto l’importanza e porterà nelle giuste sedi il dibattito.

IMG_0275Nella prima giornata di venerdì, dopo il bellissimo intervento introduttivo dell’Ambasciatore italiano Antonio Morabito e del 1° Ministro del Principato di Monaco Michel Roger, l’economista Marco Fortis (Vice Presidente della Fondazione Edison), moderato dalla giornalista Mariangela Pira, (Cnbc News) ha presentato il suo punto di vista, da noi pienamente condiviso, sullo stato di salute della nostra economia, in una fotografia che porta alla luce un sistema italiano che basa le sue fondamenta sul Made in Italy e sulla manifattura, oggi tra le più produttive d’Europa. Attraverso delle slide ha ben illustrato come i freni più grossi per la nostra economia siano quelli del “sistema Paese” e di come invece l’Italia sia molto produttiva per surplus commerciale. Siamo i più competitivi dopo la Germania, quinto paese del mondo per valore aggiunto manifatturiero, proprio grazie alla forza delle nostre imprese.

Prima della crisi, i 3 paesi avanzati con la più alta bilancia commerciale manifatturiera con l’estero erano paradossalmente quelli il cui Pil era cresciuto di meno. Tra il 2010 e il 2013, l’Italia ha migliorato la sua bilancia economica commerciale di 60,5 miliardi, passando da un deficit di 30,1 a un attivo di 30,4 miliardi. E’ il miglior risultato in valore assoluto dell’UE ed è dipeso per l’87% da una crescita dell’export. La crisi attuale dell’industria italiana origina da un collasso della domanda interna causato dall’austerità, non da un mancanza di competitività sui mercati mondiali.

IMG_0278La Commissione Europea, dice M. Fortis, “si sbagliava” circa la competitività italiana: come può essere male “specializzato” il paese con il secondo surplus commerciale non energetico dell’UE ?

Il nostro paese ha tamponato la crisi meglio di molti altri con un notevole aumento delle esportazioni che fortunatamente ha mitigato il gravoso calo del mercato interno. Ma siamo il secondo Paese al mondo dopo la Cina per numero di prodotti, con una bilancia commerciale migliore della Germania.

Intervenendo sulla domanda interna attraverso la politica e continuando a migliorare l’accesso del mercato all’export internazionale attraverso un opera congiunta di tutti i ruoli dell’indotto, l’Italia ha le carte in regola per rinascere da questo periodo di crisi e rifiorire in molti campi, dal manifatturiero al turismo, come traino dell’intera economia.

Tema che conosciamo bene, anche grazie all’analisi che già da qualche tempo il prof. Stefano Micelli,

della Facoltà Cafoscari di Venezia, ha fatto sul mondo della manifattura italiana diffondendola attraverso l’ormai ben conosciuto libro Futuro Artigiano.

La conclusione di questa attenta analisi è stata poi pienamente confermata dal Direttore Generale dell’ ICE, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Roberto Luongo; riconoscendo come spesso l’informazione nel nostro paese non è chiara così come non lo è la percezione cha ha l’Europa dell’Italia. Nonostante tutto ciò è forse questo il settore dove la politica ha fatto meglio e di più negli ultimi anni.

L’ICE è stata istituita dall’art. 14, cc.17-27, DL n.98 del 06.07.11, convertito in L. n.111 del 15.07.11, come sostituito dall’art. 22, c.6, DL n.201 del 06.12.11, convertito in L. n.214 del 22.12.11 e successive modifiche, come ente dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, sottoposto ai poteri di indirizzo e vigilanza del Ministero dello sviluppo economico che li esercita, per le materie di rispettiva competenza, d’intesa con il Ministero degli affari esteri e sentito il Ministero dell’economia e delle finanze.

Ha il compito di agevolare, sviluppare e promuovere i rapporti economici e commerciali italiani con l’estero – con particolare attenzione alle esigenze delle piccole e medie imprese, dei loro consorzi e raggruppamenti – e opera al fine di sviluppare l’internazionalizzazione delle imprese italiane nonché la commercializzazione dei beni e servizi italiani nei mercati internazionali.

Attraverso la sede di Roma, l’Ufficio di Milano e la rete nel mondo l’Agenzia svolge attività di informazione, assistenza, promozione a imprese e istituzioni, di formazione a imprese e a giovani laureati e promuove la cooperazione nei settori industriale, agricolo e agro-alimentare, della distribuzione e del terziario. L’ICE-Agenzia opera all’estero nell’ambito delle Rappresentanze diplomatiche italiane, in sinergia con le organizzazioni imprenditoriali e gli altri soggetti pubblici e privati interessati, assicurando un supporto coordinato alle imprese e reti nazionali che si impegnano nel processo di internazionalizzazione con l’obiettivo di promuovere l’immagine del prodotto italiano nel mondo e l’Italia quale destinazione degli investimenti esteri.

Nello svolgimento delle proprie attività, l’Agenzia opera in stretto raccordo con le regioni, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, le organizzazioni imprenditoriali e gli altri soggetti pubblici e privati interessati, ai sensi di linee guida e di indirizzo strategico in materia di promozione ed internazionalizzazione delle imprese assunte dalla Cabina di Regia istituzionale.

La giornata è poi proseguita con una “Tavola rotonda” gestita dalla moderatrice Mariangela Pira che in 2 round, ha intervistato i partecipanti di questa seconda parte, per 10 min a testa, approfondendo su ogni specifico ruolo in rapporto a “ricerca e innovazione tecnologica come leve competitive“. Gli ospiti: Sonia Bonfiglioli (Presidente e amministratore delegato Gruppo Bonfiglioli), Marco Cecchi (AD Pelliconi & C.), Giovanni Cianferoni (Presidente Retalco), Enrico Loccioni (Pres. Gruppo Loccioni), Paolo Pozzi (M.D. -A. Agrati), Paolo Ramadori (Chairman and CEO, Oerlikon Graziano Group), Fabio Vaccarono (Country Manager, Google Italia).

L’analisi generale è di una ricerca tecnologica, nel nostro paese, di molto inferiore alla media degli altri paese europei ed industrializzati ma al tempo stesso un capacità di primeggiare in molti settori anche grazie ad un Made in Italy di cui spesso non si racconta, quello delle macchine industriali e dei macchinari italiani leader nel mondo. Così come si è constatato un tessuto di piccole aziende estremamente innovative nella tecnologia ed estremamente flessibili al mercato. I nostri imprenditori, i nostri manager, i tecnici italiani, sono tra i migliori nel mondo e l’interesse di tutti i partecipanti è quello di fare squadra, per permettere alle nostre eccellenze di portare al paese quell’energia e quella spinta economica che sono in grado di offrire e che si perde troppo spesso nella “burocrazia” o in aiuti che non si muovono verso i bisogni reali della nostra economia a causa di una comunicazione sbagliata e di una bassa collaborazione trasversale tra tutti gli organi predisposti ad essere d’aiuto.

Conclusa la tavola rotonda al Grimaldi Forum, un Cocktail finale, offerto dal Governo del Principato di Monaco presso la “Salle de la Mer” a l’Hotel Fairmont, ha concluso la prima interessante giornata e ha lasciato a noi il tempo di intrattenerci con ospiti molto importanti.

hotel fairmont

Il giorno seguente l’organizzazione dell’evento ha offerto per la mattinata una sessione plenaria in due trance:

  • il punto sulla situazione del sistema finanziario a servizio dell’impresa,
  • i distretti e le reti di impresa, quali modelli vincenti per competere nel contesto globale.

Una bellissima e ottima “Colazione” italiana a buffet, con piatti davvero deliziosi e ottimi vini, per continuare il pomeriggio con 3 sessioni parallele dedicate a :

  • Agroalimentare Made in Italy: soft power per rafforzare il marchio Italia
  • Moda e Lusso: Saper fare e autenticità come leve distinte del Made in Italy
  • Edilizia ecosostenibile e mobilità intelligente: l’innovazione che attendiamo

ed una sessione plenaria dedicata a:

  • Ripensare il patrimonio culturale come “materia prima” per il rilancio nazionale
  • Promuovere il turismo per promuovere il marchio Italia
  • Percezione del Brand Made in Italy nel mondo.

Per concludere la serata una bellissima cena di Gala, presso lo Sporting d’Eté del Principato di Monaco.

… la seconda interessantissima giornata continua qui

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