Mic Faenza

Museo internazionale della ceramica di Faenza

Uno dei materiali su cui si concentra maggiormente l’artigianato italiano, da nord a sud, è la ceramica. Che sia colorata o bianca, riccamente lavorata o minimale, tutta la penisola è costellata di laboratori più o meno grandi in cui si continua a produrre e a rinnovare questa antica tradizione artigiana.

Il museo più imponente ed importante in Italia su questo tema è certamente il Museo Internazionale delle Ceramiche, esposizione fondata a Faenza nel settembre del 1908 a seguito della grande Esposizione internazionale su Torricelli.

Sala 1915

Scorcio di una sala del museo del 1915 – foto micfaenza.org

L’esposizione è la più grande raccolta del mondo dedicata alle ceramiche: oltre 2000 opere disposte su una superficie di 9000 metri quadri; il nucleo originario della stessa derivò da una donazione degli espositori stessi, arricchitasi poi col passare del tempo e nonostante il museo fu quasi completamente raso al suolo nel 1944, a seguito di un bombardamento.

dopo la distruzione causa bombardamenti del 1944 – foto micfaenza.org

Il nome stesso del museo fa intendere la visione multiculturale che si offre al visitatore: accanto alle opere di produzione tipicamente italiana ed europea, si trovano infatti tutta una serie di sezioni dedicate alle ceramiche provenienti dall’estero.

Sezione Oriente

Dalle ceramiche precolombiane, a quelle del Medio Oriente, passando per quelle tipiche della Grecia classica; l’excursus tocca diversi continenti e su diverse epoche storiche, all’interno di un percorso variegato. La parte del museo dedicata alle ceramiche italiane ed europee è particolarmente estesa e variegata: si possono ammirare aree dedicate allo sviluppo storico della ceramica, come quelle delle officine italiane tra 700 e 900, alcune sezioni concentrate sulla produzione locale faentina e ancora ceramiche il cui uso è strettamente legato alle tradizioni popolari e alla devozione.

Sala Maiolica italiana del rinascimento - foto micfaenza.org

Sala Maiolica italiana del rinascimento – foto micfaenza.org

Oltre a queste esposizioni fisse il polo museale predispone anche delle mostre temporanee, che si avvicendano per periodi ben definiti; per gli amanti del genere, la prossima verrà inaugurata il 27 giugno 2014 e sino al febbraio 2015 tratterà “La scultura ceramica in Italia del secondo dopoguerra. Da Fontana a Leoncillo, da Melotti a Ontani”.

Mic FaenzaIl museo non finisce qui, comprende anche un’imponente biblioteca specializzata, che risponde all’intento della struttura di raccogliere e fornire materiale bibliografico sulla ceramica, nell’arte, nella storia e nella tecnologia.
Anche questa parte del museo subì le ripercussioni della guerra e dei bombardamenti, tanto che nel dopoguerra venne riorganizzata con i pochi volumi esistenti sino a raggiungere di nuovo lo sfarzo degli oltre 50.000 volumi d’arte e ceramica presenti attualmente.

Di spicco è anche la sezione restauro, operante dagli anni Ottanta e ormai rinomata nel campo della manutenzione delle opere museali che siano realizzate in ceramica o materiali similari; essa organizza anche incontri di formazione e studio per gli specialisti del settore.

E ancora, il Museo Internazionale delle Ceramiche dimostra di portare avanti un approccio innovativo e coinvolgente: ha infatti aperto al pubblico recentemente una sezione didattica propedeutica alla visita delle collezioni, grazie alla quale le tecniche della ceramica vengono illustrate al pubblico.

foto micfaenza.org

foto micfaenza.org

L’iter produttivo, i prodotti ceramici, e le tecniche decorative vengono spiegati tramite l’utilizzo coinvolgente degli strumenti multimediali; il visitatore può non solo ammirare il prodotto finito, ma conoscere anche le numerose fasi del processo produttivo.
Sono disponibili anche attività appositamente strutturate per i bambini e le famiglie, per offrire una visita quanto più piacevole possibile: un esempio sono i sabati animati organizzati per i più piccoli nelle sale espositive, o le domeniche in cui le famiglie possono usufruire di una guida particolare all’interno del museo.
Ai più piccoli è rivolto anche il laboratorio “Giocare con l’arte”, con cui si cerca di manipolare la materia facendo passare il procedimento attraverso il gioco, inaugurato addirittura nel lontano 1979 su iniziativa dello stesso direttore del tempo, Carlo Bojani.

Per Maggiori Informazioni


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