Costumi

Musei della Moda e dell’ Abbigliamento in Italia

Scopo del post odierno è intraprendere un primo viaggio tra nord e sud Italia per le esposizioni museali che riguardano un tema che da sempre ha contraddistinto il nostro paese nel mondo: la moda e l’abbigliamento.

Museo della Moda e delle Arti ApplicateIl primo e più grande museo che si può visitare se si ha la curiosità di scoprire qualcosa di più sulla tradizione e l’evoluzione dell’abbigliamento italiano è il Museo della Moda e delle Arti Applicate, recentemente riaperto a Gorizia grazie agli sforzi e ai fondi del progetto europeo “Open museums”.

Tale museo nasce come sezione dei Musei Provinciali di Gorizia ed oggi, rinnovato ed ampliato nei contenuti e nella sua veste, rappresenta uno dei più ampi e importanti musei inerenti l’argomento.

L’allestimento al primo piano delle case Dornberg e Tasso è stato infatti completamente rinnovato dalla curatrice Raffaella Sgubin, storica del costume e sovrintendente ai Musei provinciali di Gorizia, con la collaborazione di importanti esponenti dell’ambito della storia del tessile e del costume.

Museo della Moda e delle Arti Applicate

La sensazione che si cerca di offrire al visitatore è quella di potersi realmente e fisicamente immergere nell’atmosfera dei secoli passati e della storia, tramite l’osservazione diretta degli abiti più disparati che hanno fatto la storia della moda italiana.

All’entrata al museo il visitatore si trova infatti in uno scenario che ha un grande impatto, un teatro con un vero e proprio palco teatrale antico; una volta all’interno potrà ammirare un’ampia collezione di abiti da sera, appartenenti ad un periodo storico che va dalla fine del Settecento al primo ventennio del Novecento.

Museo della Moda e delle Arti Applicate

Strass, perline, seta ed applicazioni non mancano in questa serata a teatro a cui viene invitato il visitatore: infatti il tema conduttore dell’esposizione è quello dell’ornamento scintillante, dello sfarzo che ha portato nell’arco dei secoli l’Italia a salire alla ribalta nel mondo per maestria e perfezione.

Il nuovo allestimento ha infatti permesso di operare un restauro di una certa importanza su molti dei pezzi della ricca raccolta museale: si sono salvati e ricostruiti decori, trame, tessuti impalpabili e preziosi.

Tra gli abiti da sera esposti certamente si differenziano uno splendido abito Neoclassico di tulle di seta ricamato, o due abiti degli anni Venti provenienti da Vienna e appartenuti addirittura ad una delle muse ritratte da Gustav Klimt.

Altri spazi del museo sono invece dedicati rispettivamente alla moda infantile ed ai cappelli da donna tra Ottocento e Novecento; è inoltre possibile compiere un’esperienza tattile e concreta della moda grazie all’introduzione di tessuti di tipologie che ricordano quelle utilizzate in passato. La sala multimediale mette a disposizione un ampio repertorio di schede di capi, ornamenti ed accessori, nonché di documentazioni fotografiche e video.

Un’altra esposizione splendida, con la quale approfondire la storia dell’abito e del costume nella cultura italiana, è la Galleria del Costume che si trova a Palazzo Pitti a Firenze. L’esposizione di abiti ed accessori d’epoca in vetrina viene periodicamente rinnovata: ogni due anni vengono selezionati nuovi abiti dagli immensi depositi di Palazzo Pitti, meritevoli di essere ammirati dai numerosissimi visitatori della mostra.

Con questa visita sarà possibile camminare attraverso una vera e propria evoluzione cronologica dell’abito e del costume tra il XVII e il XX secolo, circondato da dipinti, incisioni e oggetti che ricreano di volta in volta un’idea di quello che fosse lo scenario sociale e storico dell’epoca. Agli spazi museali ed espositivi è annesso anche un laboratorio, collocato nella storica cucina della palazzina della Meridiana, nel quale si interviene sulle opere per riportarle all’antico splendore, quando dal deposito vengono selezionate per entrare a far parte della mostra.

Continuiamo il nostro percorso alla scoperta della moda italiana, che non può naturalmente concentrarsi solo sull’abbigliamento, per quanto d’effetto. Un amante della moda non può infatti rinunciare a quegli elementi che completano un look: gli accessori. Perciò lasciamo il Friuli-Venezia Giulia e la Toscana per conoscere altri musei, dedicati a gioielli, occhiali e calzature.

Un esempio è il Museo del Bijou che si può scoprire a Casalmaggiore, in Lombardia. Creato nel 1986, il museo è oggi visitabile nel piano seminterrato dell’ex Collegio Santa Croce, dove è stato trasportato ed allestito circa dieci anni dopo. Questa struttura specializzata conserva ed espone oltre ventimila esemplari di bigiotteria, una tradizione artigianale che contraddistingue la zona di Casalmaggiore, che vanno dalle tipologie più tradizionali come spille, bracciali, cinture o orecchini a quelle meno ovvie, come portacipria, portarossetto o distintivi. Il visitatore potrà ammirare tale ampissima collezione esposta in un preciso ordine cronologico, in modo da avere un’esperienza che permetta concretamente di conoscere ed apprendere l’evoluzione della moda e dell’accessorio nell’arco di tutto il Novecento.


Alla mera esposizione il museo aggiunge anche la possibilità di fruire di attività didattiche, proposte in primo luogo alle scuole in maniera del tutto gratuita: un esempio è la visita a “La via delle perle” che oltre all’esposizione permette agli alunni di realizzare un piccolo oggetto a ricordo dell’esperienza in vetro di Murano.
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Spostiamoci ancora una volta, dalla Lombardia al Veneto, dove visitare un’altra esposizione dedicata ad un accessorio: il Museo dell’Occhiale a Piede di Cadore, inaugurato nel 1990 per dare un’adeguata rappresentanza alla produzione dell’occhiale e alla sua storia, risalente nientemeno che alla Repubblica di Venezia. Non a caso ancora oggi larghissima parte degli occhiali italiani sono di produzione bellunese, così come lo è una percentuale alta in tutto il mondo.

Il museo espone in primo luogo la collezione dell’ottico belga Bodart, circa 1600 pezzi che si collocano temporalmente tra il XVI secolo e gli anni Cinquanta del 900, spazianti tra occhiali, lenti, custodie, cannocchiali e volumi d’epoca, provenienti soprattutto dalla Francia. Ad essa sono stati aggiunti altri elementi col passare del tempo, come numerosi occhiali provenienti dall’oriente o altri appartenenti alla fabbrica di lenti dell’Esercito Italiano di Roma. Oltre agli accessori veri e propri i visitatori possono anche conoscere l’evoluzione tecnologica nella produzione di occhiali e lenti tra il XIX e il XX secolo, tramite l’esposizione di macchine e strumenti utilizzati per la loro creazione.

Per Maggiori Informazioni

Foto tratte dal sito:

  • www.turismofvg.it
  • www.museifriuliveneziagiulia.it
  • www.lavocedelnordest.eu
  • www.artslife.com
  • www.ilridotto.info
  • www.turismoitalianews.it
  • www.artribune.com
  • www.museodelbijou.it/
  • www.tripadvisor.it

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