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Le grandi mostre in Italia

… e quelle che hanno l’Italia come protagonista.

Lo “Speciale mostre” è un viaggio tra capolavori, opere d’avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all’arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

articolo di © 9Colonne – www.9colonne.it

LA MAESTRIA SARTORIALE DEL MADE IN ITALY Una grande mostra che celebra la maestria sartoriale del made in Italy attraverso l’esposizione museale di 130 abiti. “La Seduzione dell’Artigianato ovvero: il bello e ben fatto”, che si tiene fino al 10 febbraio al Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma, è un tributo all’alto artigianato racchiuso nella moda italiana. Plissé, nervature millimetriche, asole di ogni tipo, tessuti dipinti a mano e molte altre tecniche sartoriali sono protagoniste della mostra che vede protagonisti, tra gli altri, importanti marchi come Armani, Coveri, Ferré, Gattinoni, Lancetti, Biagiotti, Max Mara, Mila Schon, Missoni, Balestra, Capucci, Cavalli, Gigli, Ferragamo, Sorelle Fontana, Spadafora, Valentino, Versace. In mostra le mirabilie sartoriali delle più importanti case di moda italiane e di giovani designer che con la loro creatività rappresentano il futuro del made in Italy. Sono stati inoltre coinvolti gli studenti dei più importanti istituti e accademie di moda e design e storici atelier di calzature che ancora oggi realizzano un prodotto rigorosamente fatto a mano.  La mostra è promossa da Unindustria -Unione delle Industrie e delle Imprese di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo in collaborazione con CNA-Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa del Lazio e con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, con il contributo della Camera di Commercio di Roma e con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Provincia di Roma, della Camera Nazionale della Moda Italiana e di AltaRoma. L’esposizione, a cura del vice presidente con delega alla moda Sezione tessile abbigliamento moda e accessori Unindustria Stefano Dominella e della storica della moda Bonizza Giordani Aragno, si articola non solo attraverso meravigliosi manufatti inediti e contemporanei ma, la rivisitazione del “bello e ben fatto” parte dal costume popolare italiano che all’Expo internazionale a Roma nel 1911 decretò il successo del nostro Paese come leader del settore manifatturiero in Europa. Grazie alla Sovrintendente Daniela Porro sono in mostra anche preziosissimi costumi, patrimonio storico del Museo, accanto agli abiti degli stilisti più acclamati del nostro secolo. E ancora in esposizione tavole di ricami preziosissime dagli anni Trenta ad oggi e disegni di lavorazioni sartoriali eccelse. Completeranno l’esposizione fotografie di laboratori-couture e sartorie, tanti volti sconosciuti da ammirare e immagini di particolari di quelle lavorazioni che hanno fatto la storia della moda ma che ancora oggi vengono realizzate con indubbia maestria, anche grazie alle nuove tecnologie. (PO / red)

LA COLLEZIONE ROMETTI, SPLENDORI DELLA CERAMICA Perfetta sintesi tra ideazione artistica e grande tradizione tecnica e manuale, la prestigiosa collezione Rometti rappresenta una produzione artigiana incisiva e originale nel panorama della ceramica contemporanea. Dall’inizio degli anni Trenta fino ad oggi, la manifattura Rometti, con sede ad Umbertide, in Umbria, ha mantenuto costante la propria vocazione artistica e recepito l’innovazione nel campo dell’arte e del design internazionale, dando così vita ad opere di grande livello qualitativo – vasi, piatti, sculture – importanti per la storia della ceramica europea e per il collezionismo. Promossa da Roma Capitale e dal Comune di Umbertide, la mostra “Amabili presenze. Le Ceramiche Rometti dall’art déco al design. 1927-2012” è in programma fino al 3 febbraio, a Roma, alla Casina delle Civette di Villa Torlonia, straordinario sito artistico che, oltre a custodire la Biblioteca delle Arti Applicate, è stato realizzato tra i primi del Novecento e gli anni ’40, periodo storico che coincide con la più alta stagione creativa della Rometti. Negli spazi della Casina si possono ammirare gli esemplari storici della Manifattura – circa 40 pezzi tra vasi, lampade, piatti, servizi e sculture, realizzati tra gli anni ’20 e ‘40 – collocati in un dialogo cronologico, iconografico e cromatico con gli arredi, le vetrate, le maioliche e le decorazioni. Dalle sculture Icaro e Santone (Corrado Cagli) e Il Dolore (Mario Di Giacomo), ad i vasi Marcia su Roma (Corrado Cagli e Dante Baldelli), Allegoria (autore ignoto) e Scacchi (Dante Baldelli), al piatto Seminatore (Corrado Cagli). La sezione “Arte e Tecnica” mostrerà dal vivo le diverse fasi di lavorazione e le tecniche utilizzate.  (red)

A MILANO L’ARCHITETTURA GLOBALE La mostra “L’architettura nel Mondo. Infrastrutture, mobilità, nuovi paesaggi”, che si tiene fino al 13 febbraio alla Triennale di Milano, presenta opere e progetti relativi a ciò che si produce al di fuori del nostro paese, a ciò che stato realizzato o è in corso d’opera in Italia e ciò che inizia a presentarsi come un quadro geografico a scala globale al quale le nuove grandi infrastrutture si rapportano. La sezione storica, che riguarda il Novecento, presenta opere note come i disegni di Le Corbusier per Algeri o Chandigarh, quelli di Saarinen per la stazione di Helsinki o di Poelzig per la diga di Klingerberg, ma anche casi che, ancora oggi, possono costituire un esempio per la capacità di creare spazio pubblico e valore ambientale, come il metro di Mosca, la sistemazione del lungofiume di Lubiana di Plecnik o il progetto architettonico di Rino Tami per l’inserimento ambientale dell’autostrada del Ticino. Una sezione apposita riguarderà, poi, la grande ingegneria italiana così come si è fatta conoscere, in Italia e all’estero, tra gli anni ‘50 e i ‘70. La sezione dedicata ad opere recenti prodotte al di fuori del nostro paese si pone l’obiettivo di presentare un catalogo aggiornato di opere, suddivise per temi, alcune delle quali possono costituire un modello per chi come l’Italia deve recuperare un ritardo accumulato nel corso degli ultimi anni. La sezione dedicata al panorama nazionale intende dar conto di quanto, pur con discontinuità e contraddizioni, è in corso d’opera o è da poco stato realizzato mettendo in luce, in particolare, alcune situazioni in cui il rapporto tra infrastrutture, architettura, arte, paesaggio, città, ha assunto un ruolo particolare sviluppando esiti interessanti e inediti come testimoniano i casi di Reggio Emilia, Napoli, Perugia, Venezia o le opere intraprese da FSI. Cambia drasticamente la scala dello scenario nell’ultima sezione della mostra in cui oggetto dell’attenzione sono colossali opere a difesa delle sabbie o del vento, destinate all’approvvigionamento idrico o energetico ad una circolazione “globale”. Operazioni già da tempo in atto in Africa, in Cina o in Sud America, a Bering o a Panama e che hanno i loro precedenti nel Novecento, in operazioni storiche come quelle prefigurate dall’ Atlantropa di Herman Sörgel, che prevedeva l’abbassamento del livello del Mediterraneo a scopo agricolo e energetico, o le operazioni intraprese nella Russia di Stalin o nell’America del New Deal. (red)


L’ITALIA DI LE CORBUSIER La mostra “L’Italia di Corbusier”, prodotta dal MAXXI di Roma in partenariato con la Fondation Le Corbusier di Parigi, presenta – fino al 17 febbraio -, 320 documenti originali e 300 fotografie per una esposizione che, seguendo un filo cronologico e tematico al tempo stesso, presenta le suggestioni dell’Italia nel percorso e nel lavoro del maestro: dai viaggi di formazione ai progetti, mai realizzati, per il Centro Calcolo Olivetti di Rho e per l’Ospedale di Venezia. In mostra fotografie come quelle scattate dall’architetto a Roma nel 1921 o quelle sul tetto del Lingotto di Torino, disegni, acquarelli e dipinti realizzati da Le Corbusier, accanto a opere di artisti italiani con cui era in contatto come Carlo Carrà, Giorgio Morandi, Gino Severini. Insieme a questo anche tanti rari documenti come la corrispondenza con Alberto Sartoris, Gino Pollini, Giuseppe Terragni e Pier Luigi Nervi, un filmato di Moholy – Nagy del 1933, una riproduzione settecentesca della pianta di Roma Antica di Pirro Ligorio, tutti tasselli che aiuteranno a comprendere la ricca e complessa formazione del grande Maestro del Novecento. La mostra illustra la ricerca urbanistica di Le Corbusier negli anni Trenta e il suo desiderio di attuare le proprie idee nella città contemporanea, anche tentando di ottenere un incarico da Mussolini e Stalin, autorità attive nella fondazione di nuove città. A testimonianza di questo viene esposta la dedica autografa scritta sul libro che l’architetto inviò ai due dittatori. Alla ricerca spasmodica di un committente sono ascrivibili anche i contatti con la FIAT e con Adriano Olivetti, di cui è esposta parte di una corrispondenza. Particolare attenzione è dedicata alla figura di Le Corbusier pittore, all’esperienza della rivista L’Esprit Nouveau, che egli dirige tra il 1920 e il 1925 insieme al pittore purista Amedeé Ozenfant. Nel secondo dopoguerra il maestro, di fama ormai internazionale, tornerà più volte in Italia. Sono quindi presentate le occasioni progettuali più concrete che hanno coinvolto Le Corbusier in Italia nel secondo dopoguerra ossia i progetti per il Nuovo Ospedale di Venezia e per il Centro Calcolo Olivetti a Rho, entrambi non realizzati anche a causa della scomparsa dell’architetto nel 1965. (red)


A MILANO LE MERAVIGLIE DI “BODY WORLDS” Gunther von Hagens’Body Worlds”, la grande mostra sul  corpo umano, vista fino ad oggi da oltre 34 milioni di visitatori, in più di sessanta città del mondo, reduce da 200mila presenze per le tappe italiane di Roma e Napoli, fa tappa a Milano, alla Fabbrica del Vapore, fino al 17 febbraio. Grazie alla tecnica della “plastinazione”, inventata e brevettata dallo scienziato tedesco Gunther von Hagens, Body Worlds consente ai visitatori una visione unica e affascinante dell’interno del corpo umano. Il procedimento della plastinazione permette di conservare perfettamente tessuti e organi sostituendo ai liquidi corporei polimeri di silicone. In questo modo l’esperienza del visitatore è diretta, non mediata dalla presenza di filtri, come i boccali e la formalina in cui in passato venivano immersi i campioni anatomici. Body Worlds presenta a Milano un allestimento mai visto prima in Italia, senz’altro tra i più completi al mondo. La mostra celebra la meraviglia del corpo umano riservando un’attenzione particolare al cuore, considerato il “motore” della vita, primo organo a formarsi dopo il concepimento. Attraverso il confronto tra organi sani e organi affetti da patologie, mostrando peculiarità e dettagli dell’anatomia, Body Worlds divulga ed educa sui temi della salute, del benessere, della corretta nutrizione, permettendo alle persone di comprendere esattamente cosa accade quando il corpo si ammala e come uno stile di vita sbagliato possa minare la salute.  Tra le plastinazioni in mostra per la prima volta in Italia si segna lo straordinario Cavallo impennato con Cavaliere – in cui diventano evidenti le similitudini tra le forme anatomiche, la posizione e le strutture microscopiche degli organi e dei muscoli nell’uomo e nell’animale – e il trio dei Giocatori di Poker, noto per essere apparso in una scena del film Casino Royale, della serie 007. Body Worlds è basata su un proprio straordinario programma di donazione dei corpi curato dal German Institute for Plastination, che conta più di 13mila donatori registrati, tra cui nove italiani. (Red)

fonte: © 9Colonne – www.9colonne.it

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2 Risposta a Le grandi mostre in Italia

  1. my blog 9 gennaio 2013 at 09:51 #

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  2. ロレックス コピー 10 gennaio 2013 at 06:04 #

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