laboratorio Pupi

La famiglia Gargano: l’ultima famiglia di pupari tradizionali di Messina

La  Famiglia Gargano è l’ultima famiglia di pupari  tradizionali rimasta nella città di Messina.

Gargano's PuppiVenerando e la moglie Margherita, Giorgio e Rosaria Gargano, rappresentano la quinta generazione consecutiva di una tradizione di opranti che risale all’800, a quando l’”Opra” era la forma di intrattenimento più diffusa nel meridione. I pupi, inseriti nel 2001 dall’Unesco tra i “Patrimoni immateriali dell’Umanità”, si sono caratterizzati storicamente per le narrazioni epiche incentrate sulle gesta dei paladini di Francia che, con i loro valori di lealtà e onore, hanno infiammato un popolo meridionale non ancora sottomesso a mera audience televisiva. La Famiglia Gargano comincia ad operare nella prima metà dell’800 ad Acireale con la figura del facoltoso Venerando Gargano, nato nel 1811.

Uomo di grande cultura, appassionato della letteratura cavalleresca, comincia  prima a costruire  i pupi per poi mettere in scena degli spettacoli nella sua fabbrica di sedie. Instaura inoltre importanti rapporti di collaborazione e reciproca stima con i primi pupari dell’epoca quali Crimi, Grasso e Cantone.

foto)Il figlio don Rosario Gargano (1863-1842) comincia giovanissimo a lavorare con il padre e all’età di soli 17 anni scrive quello che diventerà il carattere distintivo della famiglia Gargano nel variegato mondo dei Pupi: la saga del “Belisario da Messana”, eroe messinese che difende la città dall’invasione dei turchi grazie agli interventi della Madonna della Lettera. Nel 1880 viene chiamato da Angelo Grasso per prestare la sua voce ai pupi saraceni, ma ben presto don Rosario realizza un proprio teatro. Il periodo che va dal 1880 al 1912 è quello che gli permette di raggiungere una certa fama   e portare avanti la saga del Belisario che alla fine sarà costituita da ben 90 storie. Il suo spirito imprenditoriale lo porta ad aprire più teatri che

gestisce contemporaneamente a Giarre, Acireale e Caltagirone. Nel 1912 si trasferisce a Messina dove, con Ninì Calabrese, apre il “Teatro Nuovo”. Nella città è raggiunto dai figli Tina e Venerando che lavorano già con lui. Nel 1920, staccatosi da Calabrese apre con il figlio Venerando un nuovo teatro e rimane all’opera sino al 1935, anno in cui per problemi di salute lascia tutta la sua attività al figlio Venerando, che aveva già intrapreso magistralmente lo stesso percorso.

Pupi messinesiVenerando Gargano (1905-1978), nominato Cavaliere dal re per i suoi meriti come puparo,apre diversi teatri nella città, nella zona di Camaro, nel Viale Giostra e a Provinciale. La sua bravura è tale che viene da alcuni studiosi definito come il più grande puparo del suo tempo. Molte sono le leggende fiorite sul suo conto, come quella ad esempio che narra della sua voce che, durante uno spettacolo ,venisse  addirittura sentita sulle navi traghetto mentre transitano sullo stretto . E’ probabilmente questo il momento di maggior successo dei Pupi a Messina. Il cav. Venerando infiamma il “Ferragosto messinese” e mette in scena il suo spettacolo davanti a 24.000 spettatori a Piazza Municipio dove viene allestito un enorme palco per tutto il mese di agosto. Il cav. Venerando si distingue anche per la sua geniale inventiva nell’introdurre elementi scenografici all’interno del teatro dei pupi e nel realizzare particolari personaggi come draghi a due teste, ibridi uomini-animali   ed effetti speciali che rendono i suoi spettacoli ancora più appassionanti.

Egli è inoltre il primo puparo ad approdare al Teatro antico di Taormina, aperto eccezionalmente ad uno spettacolo dell’Opera dei pupi. In questo periodo gli si affianca il figlio Rosario che realizza insieme a lui le armature cromate che danno ancora più pregio ai pupi. Nel 1964 l’”Arena Gargano” prende fuoco. E’ una tragedia. Dei moltissimi pupi lì custoditi se ne salvano a stento una quarantina, per non parlare delle numerose scene dipinte da famosi pittori come Vasta e dei tanti cantastorie e cartelloni. Il materiale scampato all’incendio era quello gelosamente custodito a casa del Cav. Venerando. Da quel momento non ci furono più teatri stabili dell’Opera dei Pupi nella città di Messina.

27210376E’ grazie alla tenacia del Maestro Rosario Gargano  (1933-2000) che i pupi continuano a vivere .  Egli, dapprima con il padre e in seguito da solo, continua a mettere in scena gli spettacoli che diventano itineranti per la mancanza di un teatro. I Pupi viaggiano di città in città, Sicilia, Calabria , feste, sagre e tornei, come quello realizzato al festival di Palermo dove il Maestro Rosario vince il primo premio, così come accade al “Torneo di Pupi siciliani” organizzato dall’azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Messina. Il Maestro Rosario è il promotore dell’inserimento dell’Opera dei pupi all’interno delle strutture scolastiche. Egli infatti attiva  numerosi laboratori didattici nelle scuole dove mostra agli allievi le tecniche di costruzione dei pupi e della messa in scena degli spettacoli. Importante è il laboratorio attivato nella Casa Circondariale di Gazzi e all’Istituto d’igiene mentale “Mandalari”, dove con i pazienti dà vita ad un piccolo teatrino all’interno della struttura. E’ questo un aspetto innovativo poiché per la prima volta un Puparo accetta di svelare alcuni dei segreti scenici e della lavorazione dei pupi. Alla fine degli anni ’70, con la diffusione della televisione, ad uno ad uno tutti i pupari presenti a Messina cessano la loro attività. L’unico a mantenere la tradizione dell’Opera dei pupi è il maestro Rosario Gargano che, con passione e  tenacia , gli dedica l’intera vita. Per motivi logistici  (l’aspetto itinerante)   i pupi dalla dimensione di 130cm, diventano di 65cm. La ridotta dimensione è compensata da arguti giochi di prospettiva nella messa in scena. Il desiderio di un teatro stabile accompagna il Maestro Rosario fino alla morte . Nonostante le molte promesse ,i ripetuti appelli  rimangono inascoltati  lasciando Messina una città “meno siciliana” delle altre.

Pupi MessinaDopo la morte del Maestro Rosario, i figli Venerando , Giorgio e Rosaria  ,ereditata la passione ma anche la stessa tenacia, continuano a mantenere  in vita  la tradizione dell’Opra a Messina, ma soprattutto continuano a lottare per dar vita a un teatro stabile e a un museo di Pupi siciliani. “I sindaci passano ma i pupi restano” ama ripetere Venerando. Dunque oggi  la V generazione  (insieme alle rispettive famiglie) dedica tutto il proprio tempo e le proprie forze a una tradizione che, non essendo tutelata, rischia di estinguersi come attività d’espressione della cultura messinese. Nonostante tante difficoltà Venerando e i suoi fratelli hanno rilanciato i pupi a Messina portando la città allo stesso livello culturale delle altre siciliane. Gli spettacoli continuano ad essere itineranti e  messi in scena nelle varie città d’Italia ed inseriti nelle stagioni teatrali del Teatro Vittorio Emanuele di Messina nel cartello de di Taoarte a Taormina. Vengono allestite numerose mostre, laboratori didattici, progetti scolastici e di diffusione turistica. Gli spettacoli, pur rimanendo entri i canoni classici dell’Opera dei Pupi, vengono arricchiti da elementi di modernità come effetti scenici e musicali  e il repertorio spazia oltre il tipico repertorio cavalleresco del ciclo dei Reali di Francia, accostandosi al mito greco e al mondo delle favole. Nel 2011 è stato avviato u n processo di catalogazione della collezione Gargano, da parte della Soprintendenza ai Beni culturali di Messina  che ne ha riconosciuto l’alto valore storico,

culturale e antropologico. Nel 2005 muove i primi passi la VI generazione dei Gargano attraverso la costruzione, la manovrazione e la recitazione, avendo appreso sin da piccoli i canoni e i codici tipici del teatro dei pupi, così come i loro antenati. Nonostante i molti apprezzamenti , continua  ancora la battaglia della famiglia Gargano per ottenere un luogo dove realizzare un teatro e un museo, un luogo che possa offrire alla  cittadinanza messinese la possibilità di riscoprire le proprie tradizioni. E’ viva la speranza che la VI generazione non debba ancora lottare tra 10 anni per realizzare lo stesso progetto . Progetto che tutti i discendenti dei Gargano chiedono a gran voce dal 1964, anno in cui è bruciato l’ultimo teatro dell’Opera dei pupi di Messina.

Nel 2006 si è costituita l’Associazione cultuale Opera dei pupi messinesi in memoria di Rosario Gargano che raccoglie le molteplici attività della famiglia Gargano, attività che si basa principalmente sulla realizzazione degli spettacoli nell’ambito delle manifestazioni estive, di progetti scolastici, eventi, convegni e feste patronali. Si realizzano anche mostre, laboratori didattici ,dibattiti ed ogni iniziativa volta alla diffusione di questa tradizione. Gli spettacoli sono strutturati in base alla fascia di pubblico ai quali vengono rivolti, in particolare nel corso dell’anno vengono realizzati molti spettacoli per gli Istituti scolastici  e per la stagione teatrale, dedicata ai ragazzi, organizzata dal Teatro Vittorio Emanuele di Messina. L’attenzione per le nuove generazioni, ormai assorbite dall’era tecnologica, è volta a diffondere la conoscenza per quest’arte antica dall’alto valore storico, antropologico e culturale.

I pezzi sono realizzati interamente in modo artigianale dal maestro puparo. Ogni fase della lavorazione è basata su precise tecniche  tipiche del teatro dell’Opra, ma diverse per stili e canoni  in base  alla zona di appartenenza e al timbro della famiglia costruttrice.

Fasi principali della costruzione dei pezzi:

Lavorazione del legno

laborat.2 incisione pupi

Lavorazione dell’ottone

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Imbottitura e assemblaggio

laborat.1 laborat.5

Lo sviluppo dell'Opera dei Pupi a Messina

Messina lo sviluppo dell’Opera dei Pupi risale alla seconda metà del 1800. Le tracce più antiche sono gli scritti del Pitrè che parla in quegli anni delle tre grandi città della Sicilia (Messina, Palermo e Catania) dove si avvia il processo di evoluzione dell’Opera dei pupi attraverso i primi teatri stabili. A Messina, rispetto alle altre maggiori città siciliane, non sono nati molti teatri, uno dei più importanti è stato il Teatro Nuovo gestito nei primi del ‘900 da Ninì Calabrese e don Rosario Gargano.

I successivi sono stati i teatri del Cav. Venerando Gargano, come il teatro di Camaro, il teatro Nuovo Messina, l’Arena Gargano, l’Arena delle Palme, il teatro di Provinciale e il teatro S. Marta. Negli anni ’50 si avviano all’attività di pupari altre famiglie come i Mezzasalma, i Cimarosa e i Cocivera che, insieme ai Gargano, rimangono in attività fino agli anni ’70. A partire da quella data l’unico puparo rimasto a mandare avanti quest’antica tradizione a Messina è il maestro Rosario Gargano. Tuttavia non esisteranno più teatri stabili dell’Opera dei pupi nella città e gli spettacoli diventano itineranti. Bruciato l’ultimo teatro dei Gargano nel 1964 non vi sarà più un luogo dove mettere in scena le rappresentazioni e la città di Messina perderà un importante punto di riferimento.

Caratteristiche del Pupo Siciliano messinese

ll pupo siciliano si differenzia per caratteristiche in base alla tipologia di costruzione. In questo senso la Sicilia può essere suddivisa in orientale e occidentale con due stili ben distinti per misure( 80 cm nella zona palermitana, 130 cm nell’area catanese e 110 cm nella zona messinese), per le tecniche di costruzione e lavorazione delle armature (che spiccano in ogni caso per le particolarità impresse da ogni famiglia). Anche la tipologia dei teatri varia in base alla zona di appartenenza, infatti nella Sicilia occidentale i pupi vengono mossi lateralmente con una serie di ganci e catene, mentre nella Sicilia orientale si muovono da sopra, dietro alla scena pitturata e allo scannappoggio. Tipica della città di Messina è la cromatura delle armature dei pupi, caratteristica introdotta dalla famiglia Gargano all’inizio del ‘900 così come l’interazione del pubblico con alcuni personaggi nel corso dello spettacolo. I materiali utilizzati per la costruzione dei pupi sono il legno per lo scheletro, l’ottone, il rame e il lamerino per le armature, tessuti e paglia sintetica per le imbottiture, ferri d’acciaio e spaghi per i sostegni.

La fasi di costruzione sono le seguenti:

– Lavorazione del legno con l’utilizzo di raspa, lincetto, scalpellini e carta vetrata. Definizione dei componenti necessari per la costruzione dei pupi ( mani, piedi, busti, gambe , avambracci e teste).
– Lavorazione dell’ottone o dei metalli scelti la costruzione delle armature, degli elmi e delle spade. Taglio dell’ottone, cesellatura,utilizzo di pinzoni e martellini per la bombatura e il decoro. Saldatura a stagno.
– Imbottitura delle componenti dei pupi (braccia, busti e gambe) con paglia e stoffa.
– Pitturazione con colori acrilici delle componenti dei pupi (mani, braccia, busti, gambe , piedi, teste e visi) Utilizzo di colori a smalto per il decoro di alcune parti delle armature.
– Realizzazione dei vestiari dei pupi, preparazione dei modelli, taglio delle stoffe, preparazione dei ricami con pagliette, cucitura degli abiti, decorazone con ricami, frange e galloni, rifiniture.
– Assemblaggio delle componenti del pupo, aggiunta dei capelli, vestizione e montaggio dell’armatura.

L'attuale generazione di pupari messinesi

Dopo la morte del Maestro Rosario, i figli Venerando, Giorgio e Rosaria, che rappresentano la quinta generazione della famiglia Gargano, ereditata la passione ma anche la stessa tenacia, continuano a mantenere in vita la tradizione dell’Opra a Messina, dedicando tempo e forze a una tradizione che rischia di estinguersi come attività d’espressione della cultura messinese. Nonostante tante difficoltà Venerando e i suoi fratelli hanno rilanciato i pupi a Messina portando la città allo stesso livello culturale delle altre siciliane. Gli spettacoli continuano ad essere itineranti e messi in scena nelle varie città d’Italia ed inseriti nelle stagioni teatrali del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, nel cartellone di Taoarte a Taormina. Vengono allestite numerose mostre, laboratori didattici, progetti scolastici e di diffusione turistica. Gli spettacoli, pur rimanendo entri i canoni classici dell’Opera dei Pupi, vengono arricchiti da elementi di modernità come effetti scenici e musicali e il repertorio spazia oltre il tipico repertorio cavalleresco del ciclo dei Reali di Francia, accostandosi al mito greco e al mondo delle favole. Nel 2011 è stato avviato un processo di catalogazione della collezione Gargano, da parte della Soprintendenza ai Beni culturali di Messina che ne ha riconosciuto l’alto valore storico, culturale e antropologico. Nel 2005 muove i primi passi la sesta generazione dei Gargano attraverso la costruzione, la manovrazione e la recitazione, avendo appreso sin da piccoli i canoni e i codici tipici del teatro dei pupi, così come i loro antenati. Nel 2006 si è costituita l’Associazione cultuale Opera dei pupi messinesi in memoria di Rosario Gargano che raccoglie le molteplici attività della famiglia Gargano, attività che si basa principalmente sulla realizzazione degli spettacoli nell’ambito delle manifestazioni estive, di progetti scolastici, eventi, convegni e feste patronali. Si realizzano anche mostre , laboratori didattici ,dibattiti ed ogni iniziativa volta alla diffusione di questa tradizione. Gli spettacoli sono strutturati in base alla fascia di pubblico ai quali vengono rivolti, in particolare nel corso dell’anno vengono realizzati molti spettacoli per gli Istituti scolastici e per la stagione teatrale, dedicata ai ragazzi, organizzata dal Teatro Vittorio Emanuele di Messina. L’attenzione per le nuove generazioni, assorbite dall’era tecnologica, è volta a diffondere la conoscenza per quest’arte antica dall’alto valore storico, antropologico e culturale.

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