Giardino Corsini

Artigianato e Palazzo 2014 #blogsandcrafts

Il 15 e 16 maggio 2014 ho avuto la possibilità di partecipare a due dei quattro giorni del ventennale di Artigianato e Palazzo, mischiandomi agli oltre 11.000 visitatori che hanno affollato il suggestivo Giardino Corsini a Firenze.

Al mio arrivo alla manifestazione assisto all’inaugurazione con Giorgiana Corsini, Neri Torrigiani, il vice Sindaco di Firenze Dario Nardella e i principi del Lussemburgo, durante la quale vengono assegnati i premi ai tre stand più belli:1° Mazzanti Piume / 2° Consorzio il Cappello / 3° Flo and Flo sartoria, tutti di Firenze.


Decido quindi di inaugurare anche io la mia esperienza ad Artigianato e Palazzo, dirigendomi verso le opere degli under 35, la mia attenzione viene però attirata dal suono fuori dal coro dei rumori degli artigiani: la melodia di un violino.

A suonare è inaspettatamente il vice sindaco, alle prese con uno strumento realizzato dal liutaio Paolo Vettori, padre di uno dei giovani espositori.


Inizio il mio “tour” tra i giovani dal preferito dal pubblico, insignito perciò del Premio Blogs&Crafts QN la Nazione: Paolo Benvenuti.

Paolo Benvenuti - scultura


Benvenuti

Paolo realizza sculture in pietra e marmo, utilizzando principalmente materiali provenienti dalle cave toscane, spesso non utilizzati a livello industriale e rimasti lì abbandonati.

Le sue sculture si trovano tra l’astratto ed il concreto: ad esempio scolpisce animali fantastici, sempre estremamente collegati alla fantasia, o forme astratte ma comunque connesse alla realtà.

Tra i pezzi che ha esposto alla manifestazione spiccano un cipresso, la cui forma ad uovo vuole esprimere un richiamo alla vita, ed un meraviglioso drago; le sue opere si caratterizzano per una sorta di natura duplice, si aprono a diverse interpretazioni.

Ha imparato a scolpire facendo da assistente agli artigiani; ha ad esempio lavorato al restauro dello splendido pavimento del duomo di Siena.

Quando gli si domanda cosa sia per lui il suo lavoro si apre in un sorriso timido e riflessivo, l’artigianato è per lui il mezzo naturale con cui esprimersi, quando lavora si sente in pace e non si rende conto del tempo che passa.


Eugenia Di Rocco & Giulia Fusi : La mela di carta – restauro carta e legatoria

L’attività “Mela di carta” nasce dalla collaborazione di due ragazze conosciutesi in un laboratorio a Firenze; alla prima presenza alla manifestazione, organizza laboratori di legatoria e di piccolo restauro. La passione per l’incisione e la legatoria nasce in Giulia già da adolescente, quando frequenta l’istituto d’arte a Firenze; certa su quali fossero le sue passioni ha poi continuato i suoi studi nel settore del restauro cartaceo.
La Mela di Carta
La sua collega si è invece specializzata in chimica del restauro all’università, per poi ampliare le sue abilità in laboratorio.

La sua attività è frutto di una grandissima e reale passione per il restauro, nonostante il periodo si è lanciata nell’impresa con l’anima e gli occhi pieni degli oggetti antichi da restaurare, ritenendosi fortunata anche solo per avere la possibilità di avere a che fare con questi elementi unici.


Elena Bianchini – cartapesta

Elena è un’artigiana che lavora vari tipi di carta e si occupa della realizzazione di maschere, usate sia per il teatro che per l’arredamento. La sua tecnica si caratterizza soprattutto per l’utilizzo di una particolare carta fatta di stracci riciclati.

Elena Bianchini



Dario Vettori – liutaio

La passione di Dario nasce concretamente a 14 anni, quando spartisce col fratello la costruzione del suo primo violino; a 18 anni passa alla realizzazione di un violoncello, per poi non fermarsi più.
Lo trovo concentrato al lavoro su un violino, di cui se ne può ammirare una parte sul tavolo da lavoro.
Dettori


Takafumi Mochizuki – intarsio

Takafumi ha dapprima studiato restauro di mobili, per dedicarsi poi all’intarsio e divenire a tutti gli effetti intarsiatore. Il suo è un lavoro di pazienza e concentrazione; partendo da un disegno realizza non solo decorazioni piatte ma va anche a lavorare su strutture curve, come le tomaie delle scarpe anni 50 e 60, che scova nei mercatini dell’antiquariato. Un paio delle sue “scarpe” da arredo più lavorate necessita un mese di lavoro, il prezzo si aggira intorno ai 1500 euro.
Zouganista Takafumi



Negar Azhar-Azari - oreficeria

Negar Azhar-Azari, orafa ed incisore, ha un laboratorio orafo con show room a Firenze. La sua formazione parte dalla facoltà di architettura e arriva all’artigianato; segue le sue collezioni dalla progettazione all’arrivo nelle vetrine. Le sue tecniche di lavorazione sono prevalentemente quelle artigianali classiche, che reinterpreta però secondo il suo gusto personale, con un’accezione maggiormente contemporanea.
Ama in particolar modo lavorare con i metalli, dal bronzo e all’ottone ai metalli più nobili, che utilizza come elementi compositivi e di cui apprezza il carattere intrinseco e non tanto la preziosità.
Gioielli Negar
In mostra ha portato 3 collezioni. In quella chiamata collezione del pescatore si può apprezzare la sua formazione accademica nella tecnica dell’incisione; l’ispirazione è quella dell’anello papale con l’immagine di San Pietro, appunto un pescatore. Con essa ha cercato di reinterpretare una tipologia di gioiello che nasce con forte connotazione maschile.
Nelle altre due collezioni esposte, Athena e Aracne, emerge chiaramente il tema della tessitura e si esprime il richiamo alla mitologia greca e all’incontro-scontro tra due personalità femminili, una dea ed una invece popolare. Le differenze sono espresse nel modo di “tessere” i gioielli: si passa da trame più modulari e regolari a quelle più irregolari ed organiche.
La tessitura le permette di creare volumi abbastanza importanti con dei pesi irrisori; i suoi gioielli sono leggerissimi, ci si scorda tranquillamente di averli addosso.


Barbara Ponzanetti – mosaico

Il lavoro di Barbara è frutto di una formazione piuttosto articolata: innamoratasi del mosaico, ha studiato approfonditamente le tecniche di realizzazione e le teorie che vi stanno dietro.
All’interno del suo stand ho potuto assistere dal vivo alla creazione di un mosaico con la tecnica del micro mosaico posato su argilla, che comporta una lavorazione lunga, anche di mesi, in cui si avvicendano numerosi fasi diverse.
Ponzalli Mosaico


Laura Rovida – tessuti

Laura si occupa di design tessile applicato alla tessitura a mano, producendo accessori di abbigliamento e arredamento interamente costituiti di fibre naturali, con una certa attenzione ai criteri di sostenibilità ambientale. Il suo lavoro prende avvio quando assiste ad una tessitura a mano, rimanendone affascinata. Studiosa di filosofia, vede nella tessitura un punto d’incontro tra la logica del pensiero, necessaria per tessere, e la manualità.
Nella sua esposizione si trovano vari pezzi sia di collezioni estive che invernali, come sciarpe in lino e seta, cappellini in lana cotta o un maglione polifunzionale, indossabile ben in tre modi diversi.
LauraRovida


Camilla Pietropaoli – bigiotteria

Quando arrivo al suo stand Camilla è all’opera su una collana che potrebbe sembrare di piume; realizza invece monili utilizzando materiali riciclati e certamente non leggeri: camere d’aria di biciclette e motorini, a cui unisce altri materiali rigorosamente di scarto.
Camilla Pierpaoli Blog
La sua tecnica principale è l’intaglio delle camere d’aria, sulla base di bozzetti che crea lei stessa; ha scelto di utilizzare questo materiale perché è riuscita a coglierne le numerose possibilità di utilizzo, vista anche la sua malleabilità.
Dietro una delle sue collane, il cui prezzo si aggira tra i 50 e i 120 euro, si nasconde anche un’intera settimana di lavoro.


Francesca Carpeggiani – sartoria

Francesca mi racconta di aver iniziato a cucire quasi per necessità, non riuscendo a trovare nei negozi niente che la soddisfacesse. Dopo vari corsi di tagli e la scuola di sartoria teatrale all’Accademia de La Scala ha iniziato a padroneggiare le tecniche di rifinitura a mano, appassionandosi al costume storico. Riversa questa passione anche negli abiti da tutti i giorni che realizza, in cui sono riconoscibili spunti e richiami ad altre epoche storiche.
Francesca Carpeggiani Blog

Soddisfatto dalle creazioni dei più giovani, decido che è arrivato il momento di affidarmi alle sensazioni dei visitatori e farmi guidare verso qualche altra esposizione degna di nota. Seguendo il consiglio di una visitatrice entusiasta incappo quindi in Emy Petrini, che produce installazioni e sculture di design in materiale vegetale, dal carattere fresco e contemporaneo.

Al ritorno da un periodo di studio dell’arte floreale a Londra, ha iniziato a creare grandi installazioni a tema natura per la Replay in vari punti vendita sparsi per l’Europa, ricreando addirittura un imponente bosco d’inverno di oltre 100 mq.

Per questa sua quinta partecipazione ad Artigianato a Palazzo espone tra i vari pezzi diversi punti luce, sia da terra che da sospensione, realizzati con rami di salice, olivo e iuta.

In seguito conosco Paolo Penko, maestro d’arte orafa, che ha un’importante bottega a Firenze.

Ad un primo sguardo spicca la cravatta che indossa e che porta anche all’interno del suo laboratorio, impreziosita da uno spillone in oro raffigurante una testa di medusa, che mi rivela essere il primo gioiello in assoluto che abbia mai realizzato, quando ancora frequentava l’istituto d’arte.

I suoi gioielli sono strettamente legati alla tradizione, in essi rivivono dettagli e particolari dei grandi maestri del rinascimento: ma non sono solo questo, passano dalla riproduzione del fiorino più tradizionale al gioiello più innovativo, il primo video gioiello al mondo, un prezioso in divenire.

Tre anni fa Paolo ha infatti creato un brevetto a carattere internazionale, partendo dalla tradizione ha unito per la prima volta arte orafa e video; il cliente potrà decidere assieme all’orafo le fattezze del gioiello che si visualizza all’interno dello schermo del video-yewel, portato come un pendente.

Per il cliente è anche possibile cambiare l’immagine all’interno dello schermo a seconda delle proprie necessità tramite una semplicissima porta usb, creando quindi una successione di foto personalizzata.

Con la creazione del video gioiello, il cui prezzo parte dalle 500 euro ma dipende chiaramente dai materiali utilizzati, l’oreficeria Penko parte da Firenze e dalla sua tradizione per spostarsi poi in tutto il mondo. L’intento è quello di andare incontro al futuro del gioiello, di anticipare il momento in cui gli schermi potranno essere flessibili e sarà possibile realizzare ad esempio una fede con delle scritte che scorrono o ancora un orecchino con tonalità e luci variabili.

Dall’innovazione e dal design decido quindi di spostarmi verso la tradizione artigiana nella sua forma più pura, fermandomi a parlare col cestinaio Giotto Scaramelli.
Artigianato e Palazzo
Mentre è intento nella creazione di un cestino, mi racconta di come agli esordi l’avesse colpito la parte più concreta del suo lavoro, la raccolta dell’ulivo e del salice che gli ha permesso di entrare in contatto con l’ambiente e la natura.

Negli anni sono entrato in contatto con tantissimi artigiani, tra fiere, mostre e lavorazioni dal vivo, ma una manifestazione del genere è diversa da tutte le altre: tanti ancora sarebbero gli artigiani di cui parlare, tra cui solo per citarne alcuni la Memar, l’Antico forno Santi, Daniele Boldrini, le Ceramiche Poli, l’Associazione Trisomia 21 e l’Associazione Itaca.

Tra di essi è stato assegnato un riconoscimento, il Premio Perseo-Banca CR Firenze, a Giovanni Maffucci. Esperto in ceramica preistorica e nel processo di trasformazione della stessa, realizza delle creazioni che spaziano dall’artigianato artistico a pezzi per le gallerie.


Ciò che ha colpito maggiormente la mia attenzione sono stati i ritmi dell’artigianato, diversi da quelli frettolosi a cui siamo ormai abituati; un artigiano ha i suoi ritmi, non solo di lavorazione manuale, e per poter cogliere la bellezza degli antichi mestieri è necessario rallentare e mettere da parte ansie e frenesie.

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Una Risposta a Artigianato e Palazzo 2014 #blogsandcrafts

  1. stefano 25 maggio 2014 at 14:21 #

    Ben scritto ,esaustivo e ricco di pathos.