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Liberati Ceramiche d’Arte – Sperimentazione e Innovazione

Nel mio lavoro non ci sono punti d’arrivo e prefiggersi dei traguardi significherebbe limitare la creatività – Giuseppe Liberati

liberati-logoLa Bottega Liberati Ceramiche d’arte, presso Villamagna in provincia di Chieti, è un’orgogliosa realtà artistica e artigianale d’Abruzzo.

Dedita alla lavorazione della ceramica, dalla produzione del biscotto alla decorazione finali ad opera delle sapienti mani del Maestro Giuseppe Liberati, si pone l’obiettivo di raggiungere sempre la massima qualità in tutti gli oggetti prodotti, fondendo l’artigianato con l’arte nel rispetto delle tradizioni tipiche della produzione abruzzese.

Fondata nel 1980 e da sempre a gestione familiare, fin dall’inizio Giuseppe stabilì che ogni pezzo sarebbe stato realizzato a mano da manodopera qualificata, formata e specializzata all’interno dell’azienda sotto la sua guida attenta e scrupolosa.

Guidato dalla filosofia per cui “nel mio lavoro non c’è punto d’arrivo e prefiggersi dei traguardi significherebbe limitare la creatività”, Liberati ha da sempre seguito due filoni paralleli per quanto riguarda la sua produzione.

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La produzione più tradizionale, realizzata oltre che con raffinata esecuzione tecnica e con particolare studio della forma, del colore e del decoro, risente della migliore tradizione regionale. Un’altra, più creativa e personale, nasce dalla convinzione che la ricerca debba avere un ruolo primario perché anche la ceramica deve aprirsi al tempo in cui opera. Sperimentazione e innovazione, oggi come in passato, rivestono un ruolo primario nel suo laboratorio, diventando parte integrante e fondamentale della “filosofia aziendale”.

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Ma forse la caratteristica più affascinante di questa realtà artigianale è il fatto che, fin dalla sua fondazione, ogni aspetto della gestione dell’azienda è stato organizzato dalla famiglia di Giuseppe. In un periodo dove tante piccole attività non riescono ad affrontare le sfide della nuova economia, i Liberati fanno squadra contribuendo ciascuno con le proprie capacità alla crescita e alla diffusione della loro arte.

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Sfruttando le loro competenze i figli di Giuseppe non solo si occupano della comunicazione e dell’immagine della bottega, ma lavorano con il padre nel laboratorio, sperimentando ed innovando sul sapere che li è stato tramandato.

Curiosità

Omaggio al Papa

Giuseppe Liberati ha omaggiato di persona il Papa Giovanni Paolo II con una delle sue opere: il Cristo (h. cm 50 x 55)

Giochi del Mediterraneo

La Ditta Liberati Ceramiche d’Arte è stata esclusivista e fornitore ufficiale del Comitato Organizzatore dei XVI Giochi del Mediterraneo (Pescara, 2009), per la produzione in ceramica della Mascotte, del Logo, delle Ceramiche di Rappresentanza e delle Medaglie dei Giochi.

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Bottiglia da collezione con etichetta in ceramica, realizzata in una tiratura limitata di soli 400 esemplari per la Cantina Tollo in onore dei 150 anni dell’Unità d’Italia. La bottiglia n° 1 è stata donata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Bomboniere Solidali

L’Azienda Liberati, nel contesto della politica di Responsabilità Sociale D’impresa a cui aderisce, ha stretto una partnership con la Confederazione CISC Abruzzo e l’associazione di promozione sociale Mate con l’obiettivo di sostenere attività di utilità sociale.

Corsi di Ceramica

Fare ceramica ha radici nella storia e nella cultura dell’umanità da millenni. Riscoprire il contatto con le cose fatte dalle mani dell’uomo, liberare la propria creatività attraverso un percorso di apprendimento e formazione che lentamente ci conduce alla padronanza della manipolazione della materia. Punto di partenza per la ricerca del benessere fisico, psichico e sociale.

Con il nuovo millennio Liberati avviò un nuovo ciclo produttivo con lo scopo di mettere in pratica tutto ciò che aveva sperimentato in passato. La nuova produzione di pezzi unici ricevette un enorme consenso da parte di critici e appassionati, tant’è che nel 2006 la Regione Abruzzo organizzò nel Palazzo dell’Emiciclo de L’Aquila una Mostra personale a lui dedicata. L’evento riscosse grande successo e in quell’occasione il suo maestro Bozzelli, in un simbolico passaggio di scettro, gli disse: “adesso posso dire che mi hai superato”.

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Per la realizzazione dei pezzi unici moderni vengono utilizzati smalti di propria composizione spesso arricchiti con cristalli, interventi a 3° fuoco con oro zecchino, platino o lustri metallici, tecnica raku e materiali di recupero. Da qualche anno, inoltre, è stata adottata una produzione che sfrutta la stampa digitale a fuoco, con la quale è possibile riprodurre foto, immagini e loghi su qualsiasi supporto ceramico.

Tutti gli oggetti vengono realizzati in sede con manodopera qualificata; tecniche moderne di lavorazione e materiali di elevata qualità sono garanzia di un articolo di pregevole manifattura e grande valore artistico.

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Raku

La tecnica

La tecnica Raku è attribuita alla casuale scoperta di un artigiano di nome Chojiro, nella seconda metà del XVI secolo in Giappone. In questo periodo la “cerimonia del tè” si diffuse tra il popolo (inizialmente era un rito che apparteneva esclusivamente ai monaci e alle classi nobili) e portò ad una grande richiesta di tazze appropriate. Per creare rapidamente ceramiche che avessero un aspetto invecchiato e consunto Chojiro usò lo stesso tipo di materiale e tecnica che si adoperavano per la produzione di tegole: argille sabbiose ed estrazione dal forno appena il rivestimento raggiungeva il punto di fusione.

È lo shock termico dovuto al raffreddamento che conferisce alla ceramica Raku il suo aspetto invecchiato e pregiato. La differenza principale tra la maiolica (ceramica tradizionale) e il Raku sta nel fatto che l’oggetto in maiolica dopo la cottura si raffredda nel forno, mentre nella tecnica Raku si passa alla fase successiva – la riduzione – in cui si riduce la quantità di ossigeno. Questo viene fatto introducendo nel forno sostanze fumogene (segatura, foglie, carta, zucchero di canna) oppure, prima dell’estrazione, preparando uno spazio con materiale fumogeno sul quale verrà adagiato il pezzo. Per interrompere la riduzione l’oggetto si immerge nell’acqua, e così si completa il ciclo.

rosone in refrattario tecnica raku e ferro cm 45x45

La cottura

Il forno per la cottura Raku è molto semplice da costruire: è sufficiente avere una struttura, anche solo un bidone, coibentata all’interno con la lana di vetro per mantenere la temperatura. Per riscaldare il forno, la cui temperatura deve arrivare a circa 960 gradi, si utilizza un bruciatore alimentato da una bombola di gas che introduce la fiamma nella parte bassa.

Queste sono le fasi della cottura:

  • Riempimento del forno
  • Tolto dal forno il pezzo, quasi trasparente per l’alta temperatura, viene immerso nella segatura
  • Il pezzo incandescente (temperatura di circa mille gradi) provoca un incendio della segatura
  • Riduzione: una volta immerso nella segatura, il pezzo si copre con un bidone per togliergli l’ossigeno

Fonte: Mirakul – http://users.libero.it/g.gracin/mirakul


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