Fiera di Sant'Orso

Fiera di Sant’Orso – Artigianato Valle D’Aosta

Il 30 e il 31 Gennaio 2014 le vie del centro d’Aosta si animeranno grazie alla millenaria manifestazione “Fiera di Sant’Orso”, diventata oggi l’evento massimo dell’artigianato valdostano.

Artigiani e artisti valdostani metteranno in evidenza le loro tradizioni artigiane; dalla lavorazione del legno, ferro battuto, della pietra oliare, del cuoio, della canapa, fino ad arrivare alle creazioni con pizzo al tombolo e tessitura del “drap”.

Cenni storici

Fino ad oggi nessuno storico è riuscito a definire con certezza sia la data d’inizio della Fiera che la sua origine, quindi non sappiamo se è nata con Sant’ Orso o dopo la costruzione dell’ Hospital Sancti Ursi, già conosciuto nel XIII secolo. I racconti leggendari narrano che tutto iniziò con una delle forme di carità praticate da Sant’Orso, che consisteva nella donazione di “sabot” e indumenti ai poveri della città. Réné Willien, uno dei più importanti studiosi della cultura valdostana, ci fornisce qualche cenno storico nel libro “Una delle più antiche, più originali (ed anche misteriose) fiere del mondo” affermando che le prime testimonianze scritte della manifestazione risalgono al XIII secolo grazie alle ricerche compiute da François-Gabriel Frutaz (1859-1922), canonico e storico specializzato nell’archeologia valdostana, e da Joseph-Auguste-Melquior Duc (1835-1922), vescovo e storico della Valle D’Aosta. Nei manoscritti dei due storici troviamo delle contraddizioni sulla durata della fiera, infatti Frutaz le attribuisce la durata di un giorno mentre il Duc di sei. Quest’ultima versione potrebbe risultare più attendibile, in quanto ci sono testimonianze che raccontano di un mercato che si svolgeva per parecchi giorni ad Aosta in vista della stagione primaverile, a cui partecipavano i valligiani, e non solo, per reperire gli attrezzi utili allo svolgimento delle attività campestri, artigiane e casalinghe.


Fiera di Sant'Orso

I visitatori hanno a disposizione oltre mille bancarelle ubicate in tutto il centro cittadino, compreso l’Atelier nelle piazze di Chanox e Plouves dove vedere le imprese artigiane che hanno trasformato la produzione artistica nella loro professione.

Durante i giorni della manifestazione tra le migliaia di espositori potrete trovare svariate forme d’artigianato del legno in tutte le sue coniugazioni tradizionali: oggetti torniti e intagliati, sabots, giocattoli, sculture e mobili.


Tra gli oggetti torniti abbiamo la grolla e la coppa dell’amicizia, tra i due il più famoso è sicuramente “la grolla”, calice da vino con coperchio, cavato in un blocco di legno pregiato che nasce sul tornio e viene rifinito, impreziosito e decorato dalle mani dell’artigiano; il secondo è invece caratterizzato da una forma più panciuta e più bassa, con più beccucci e con il coperchio scolpito a grappolo rispetto alla grolla e viene usato prevalentemente per il caffè alla valdostana (caffè misto a grappa, zucchero e spezie, servito fiammeggiante).


Le sculture in legno sono invece la dimostrazione dell’evoluzione l’arte della lavorazione del legno, nata come attività complementare nella pausa dei lavori agricoli.

Sono vere proprie opere d’arte raffiguranti scene di vita familiare, maschere, ritratti di persone, santoni e non solo; realizzate in pino cembro, noce, castagno selvatico, acero, betulla, ciliegio.

TatàI sabots (tradizionali zoccoli in legno) e i giocattoli in legno (cornailles e i tatà) hanno invece perso quasi del tutto la loro funzione originaria acquisendo una funzione decorativa per la casa.

I cornailles sono animali stilizzati quali mucche, pecore, galline , dal corpo tozzo costruite in assoluta libertà di proporzioni, mentre i tatà sono animali giocattolo con le ruote raffiguranti mucche, gatti, caproni e non solo.

mobileAll’interno della Fiera di Sant’Orso i visitatori potranno vedere sia come gli artigiani del legno e mobilieri hanno rivistato in chiave moderna i mobili rustici, cercando di conservare la tradizione con dettagli, intagli e incisioni; che come i tradizionali tessuti d’arredo (drap) possono abbellire la casa, utilizzandoli come centrotavola, copriletti, coperte, tappeti.
Il drap è un tessuto rustico, originario della Valgrisenche, particolarmente grezzo e derivato dalla lana di pecora. Attualmente può essere trovato sia monocolore (drap classico) sia con colorazioni vivaci multicolore utilizzato anche nel vestiario (scialli e sciarpe, gilet).

copyright foto lovevda.it

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Sempre nell’ambito nella lavorazione dei tessuti, assume una particolare importanza nell’artigianato valdostano la tecnica del pizzo al tombolo (tipico cuscino di forma circolare inserito in un sostegno di legno detto cavalot) importata nel XVI secolo e ormai parte integrante della tradizione di Cogne, paese con circa 1.550 abitanti collocato nella parte meridionale della regione.
Questi pizzi vengono realizzati dalle merlettaie con fili in lino, seguono disegni e geometrie tramandate da madre in figlia, e presentano larghezze delle maglie differenti in relazione ai fuselli, bastoncini di legno fatti per arrotolare il filo, che servono e svolgono la funzione della spola.

Naturalmente queste sono solamente una parte delle lavorazioni che troverete esposte e in vendita durante i giorni della Fiera di Sant’Orso;
per maggiori informazioni potete visitare il sito ufficiale www.fieradisantorso.it

Aosta

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