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“Il viaggio di Ulisse, io mi chiamo nessuno” 18 cavalli raccontano …

“Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze” (Constantinus Kavafis)

Le tappe del fantastico viaggio del mitologico Ulisse, un dialogo tra il ceramista e scultore Domenico Pinto e il grande viandante. Un racconto rappresentato attraverso 18 statue di cavalli, esposti insieme a battibecchi, ironia, fantasia e storia, altre opere realizzate in terracotta ingobbiata e invetriata con lustri e oro zecchino. Una sezione, inoltre, sarà dedicata ai presepi, per rendere omaggio alla tradizione ceramica e presepiale della Città delle Ceramiche, Grottaglie.

Il viaggio di Ulisse, Io mi chiamo nessuno” è l’originale mostra gratuita aperta al pubblico da sabato 5 dicembre 2015 a domenica 31 gennaio 2016 (ore 9-12, 15-20) nella bizzarra grotta ipogea scavata a mano del 1200, cuore dell’antico quartiere delle ceramiche di Grottaglie (Taranto).  Ben 18 cavalli realizzati in terracotta ingobbiata e invetriata con lustri e oro zecchino di diverse misure (50×50 cm – 58×55 cm) rappresentano “Il viaggio di Ulisse”.

Un percorso onirico, un dialogo tra Pinto e il viandante fatto di competizioni di intelligenza, di dispute e di “saggezza” (in greco phronesis) che rimane la prerogativa di Ulisse.

Vicissitudini che esprimono la voglia di evadere, di conoscere, di sfidare quell’ignoto, quel qualcosa vicino o lontano che ci attrae verso la nostra Itaca, la nostra meta, il nostro desiderio. E Pinto rappresenta questo ideale con una nuvola appoggiata su Itaca, come una forte aspirazione e ambizione umana. E poi narra l’amore. Calipso nasconde dietro di sé la grande Itaca e di fronte al suo amato dice “se rimani con me ti faccio rimanere giovane e immortale”. Ma anche qui l’ideale vince, ed Ulisse non accetta e prosegue il suo fantastico viaggio.

presepi_dietroPinto enfatizza nella sua esposizione la grande intelligenza di Ulisse, come quando riesce a fronteggiare il tenibile Ciclope, semplicemente ubriacandolo con un otre di vino.

E in questo viaggio il ceramista non narra l’uccisione né la violenza – salta infatti la strage dei Proci – e guarda al presente: un Ulisse addormentato  arriva ai giorni nostri e precisamente a Roma nel palazzo della Civiltà Italiana chiamato Palazzo groviera che si trova nel moderno quartiere dell’EUR.

Ma il fantastico viaggio di Ulisse continua ancora. Si sveglia e Domenico lo porta nello spazio per conquistare nuovi pianeti insieme al Penelope – così da non desiderare nient’altro –  ma a un patto: che Ulisse gli lasci i segreti dei suoi viaggi.

Il famoso viandante accetta, lasciandogli come contenitore di segreti e aneddoti una pergamena e quando Pinto, frettolosamente è sull’aprirla, si accorge che è di ceramica e anche sigillata. Quindi né lui, né nessun potrà mai leggere il suo contenuto.

Un viaggio suggestivo e originale rappresentato da grandi opere visitabili nella nicchia rurale ai piedi delle mura del Castello Episcopio di Grottaglie. Domenico Pinto con pazienza è riuscito a trasformare una probabile via di fuga ai tempi della guerra in una sala espositiva di via Crispi, discesa storica che racchiude le tante botteghe della ceramica grottagliese.

Grottaglie (TA), la città delle ceramiche

Domenico Pinto2966Contrariamente a quanto avviene negli altri centri di antica produzione ceramica italiani, Grottaglie vanta il più vasto e importante “Quartiere delle Ceramiche” in ambiente rupestre ancora in attività.

Antica e ancora oggi fiorente è la produzione di ceramica in Puglia, anche grazie alle ricche cave di argilla rossa presenti sul territorio. Il principale centro di produzione ceramica è Grottaglie, in provincia di Taranto.

Nel cuore di questa caratteristica cittadina, lungo la gravina San Giorgio, si è formato nei secoli un intero quartiere di esperti ceramisti i quali, ricavando laboratori e forni di cottura nella roccia di ambienti ipogei utilizzati in passato anche come frantoi, hanno saputo sviluppare una fiorente attività artigianale oggi riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo.

Due i principali prodotti della tradizione figulina grottagliese: i “Bianchi di Grottaglie“, manifattura artistica propria di un certo tipo di produzione elitaria
caratterizzata dall’esaltazione della forma pura attraverso l’utilizzo dello smalto bianco stannifero, e la più caratteristica ceramica rustica e popolare, caratterizzata da una tavolozza cromatica costituita dal verde marcio, giallo ocra, blu e manganese. A oggi Grottaglie, con le sue numerose botteghe di ceramisti, è l’unico centro ceramico pugliese protetto dal marchio D.O.C. ed inserita nel ristretto elenco delle 28 città della ceramica italiana.

Il viaggio di Ulisse, Io mi chiamo nessuno” vuole rappresentare il cammino che non sappiamo nemmeno di intraprendere e che ci porta all’esperienza della realtà ma soprattutto alla conoscenza di noi stessi. Il viaggio serve a crearci un mondo per avventurarci, migliorare e sfidare ciò che non c’è. Qualcosa che ci porta a non approdare mai, che ci pone sempre davanti a una sfida, a una voglia di ribellarci, di provare, di proseguire anche con la forte nostalgia di quelle poche sicurezze che lasciamo. E dopo le mille avventure del nostro viaggio torniamo a Itaca più forti di prima, con un grande bagaglio conquistato dalle nostre esperienze di vita.

Domenico Pinto vuole conoscere esattamente queste esperienze, ma Ulisse le nasconde affinché ognuno abbia le sue, uniche e originali. Ci costringe quasi ad aprire la carta geografica della nostra esistenza, seguire col dito le strade percorse e indagare le ragioni che, a ogni bivio, ci spingono a prendere quella e non un’altra direzione. Nella grotta saranno esposti anche i presepi, sempre realizzati con la tecnica della maiolica lustrata e decorata con oro zecchino. Le statue, figure lunghe e visi affusolatati, sono di diverse grandezze e arrivano fino a 80X25 cm. Pinto con questa esposizione vuole rendere omaggio alla tradizione ceramica e presepiale di Grottaglie. Una sezione sarà, infatti, dedicata a tutte le rappresentazioni della Natività.

Particolarmente sensibile ai problemi della ceramica e della cultura grottagliese tradizionale, Domenico Pinto compie enormi sforzi per il rinnovo e la rivisitazione delle forme e dei decori popolari, attingendo non solo alle sue tecniche, ai suoi valori e alla sua simbologia, sintetizzando e armonizzando la tradizione locale con la ricerca e l’innovazione.

La mostra “Il viaggio di Ulisse, Io mi chiamo nessuno” inizialmente si inserisce nella manifestazione natalizia “Per Bacco è Natale” (5, 6 dicembre, Grottaglie).

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Chi è il Maestro Domenico Pinto?

Nato a Grottaglie (Ta), ha insegnato decorazione ceramica presso il locale Istituto Statale d’Arte. È stato allievo del maestro capasonaro Ciro La Grotta da cui ha tratto colori e forme tradizionali sviluppandoli in chiave contemporanea. Attualmente opera nel cuore dell’antico Quartiere delle Ceramiche di Grottaglie, continuando la sua instancabile opera di lettura e rivisitazione della tradizione ceramica grottagliese.

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Premiato alla Mostra nazionale del Presepe di Grottaglie, Domenico Pinto ha riscosso anche notevoli successi in mostre personali come “Maria, Madre e Donna tra terra e spirito”. Da Terra a Madre, da Madre a Terra: così come Gaia, archè di ogni stirpe divina, le dee-madri, o meglio, le madri-dee di Domenico Pinto ci riportano in una dimensione mitica in cui oggetti di uso comune, sapientemente modellati, si trasformano in emozioni, sentimenti, passioni, affetti teneri e tragici al tempo stesso, radicati nella normale quotidiana carnalità e anelanti verso una dimensione spirituale infinita.

I simboli (la luna, la civetta, le colombe, i fiori e il sole) ripresi dalle fiabesche suggestioni del folklore pugliese e della cultura e dall’iconografia locale, ora stretti nelle mani delle madri, ora distesi lungo i loro corpi, le forme aperte e volutamente riprese dalla tradizione popolare, i volti sacri e dimessi, immobili e vivi, non ci obbligano ad accettare un percorso elusivo ma ci aprono le diverse porte della nostra più nascosta sensibilità. Con le madri-dee di Domenico Pinto, ognuno di noi ridiventa poeta, perché scriviamo e leggiamo con altri segni le gioie e le nostre angosce, perché dietro ogni opera traspare la nostra eccezionale quotidianità.

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Pur profondamente radicato e particolarmente sensibile ai problemi della ceramica e della cultura grottagliese tradizionale, Domenico Pinto compie enormi sforzi per il rinnovo e la rivisitazione delle forme e dei decori popolari, attingendo non solo alle sue tecniche, ai suoi valori e alla sua simbologia, ma anche, e forse soprattutto, cercando di spingersi oltre, sintetizzando e armonizzando la tradizione locale con la ricerca e l’innovazione.

Per Informazioni

“Il viaggio di Ulisse, Io mi chiamo nessuno”
dal 5 dicembre 2015 al 31 gennaio 2016
Grotta Ipogea – Grottaglie (TA)

Orari: 09 – 12 / 15 – 20

Ceramiche Pinto

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Una Risposta a “Il viaggio di Ulisse, io mi chiamo nessuno” 18 cavalli raccontano …

  1. Artigianato e fai da te 25 novembre 2015 at 15:12 #

    Belli : l’iniziativa e i manufatti