Ceramiche Mannini

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di Roberto Mannini

Un’attività che si tramanda con passione e orgoglio, nel rispetto delle tradizioni e un occhio sempre rivolto al futuro. Uno studio d’arte sito a Sesto Fiorentino, a due passi da Firenze, da sempre famoso per essere la sede storica della Richard Ginori.

La presenza di questa importante azienda italiana e dell’Istituto Statale d’Arte, è stata determinante nel trasmettere il saper-fare artigiano. Figure indispensabili alla formazione di bravissimi artigiani e di numerosi laboratori della zona, hanno reso il ceramista uno dei mestieri più comuni a Sesto Fiorentino. Ed è così che negli anni ’60 il nonno e il padre di Roberto impararono il mestiere, acquisendo l’esperienza e la perizia necessaria per fondare l’attività che oggi, dopo 3 generazioni, porta avanti con grande orgoglio.

Inizialmente la loro produzione comprendeva oggettistica e vasellame in terraglia e maiolica, vendendo in Italia e ancor più all’estro, principalmente in America ed in Francia. Negli ultimi anni, seguendo i cambiamenti del mercato, la loro produzione si è spostata prevalentemente su rapporti B2B con aziende di alto livello, operanti nel settore dell’arredamento e dell’illuminazione, realizzando modelli e prototipi di oggettistica e lampade. Mai abbandonata invece e sempre in continuo aggiornamento è la produzione di ceramica artistica dipinta a mano, perfettamente aderente nella fabbricazione e nell’estetica alla tradizione artigianale italiana.

Per Madeinitalyfor.me produrranno piatti decorativi realizzati con tecniche tradizionali. Come materie prime usano prevalentemente terraglia e maiolica, mentre tutto il ciclo produttivo viene svolto internamente. Questi sono calcati a mano su forme di gesso invece di essere a colaggio oppure stampati a pressa o modine. Con questa tecnica i tempi di realizzazione sono sicuramente più lunghi, ma ciò gli conferisce l’aspetto lievemente irregolare caratteristico di oggetti inequivocabilmente fatti a mano. Le decorazioni sono anch’esse dipinte totalmente a mano, eseguite sopra lo smalto ancora crudo e non sul biscotto (il biscotto è la ceramica dopo la prima cottura). Il tutto è ricoperto con della cristallina per fare in modo che il contorno e i colori, cuocendo ad alte temperature insieme allo smalto, si fondano, rendendo la pittura più morbida e amalgamata in maniera più omogenea. Quando i piatti escono dal forno e risultano senza difetti, vengono rifiniti con una leggera patina e assumono l’aspetto senza tempo che da secoli caratterizza la ceramica tradizionale italiana.

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